martedì 15 dicembre 2015

Colazione... rinviata

A volte capita, a volte anche le colazioni debbono essere rimandate. D'altra parte gli imprevisti sono fatti così, sono cose che arrivano (per definizione) senza che tu le possa programmare. E' quello che rende la vita sempre un po' irriducibile ai nostri piani. Ultimamente, quello che rende la vita interessante. Sempre un po' più grande dei nostri modelli, anche dei modelli più acutamente pensati, più arditamente creati. 

Alla fine la vita interessante è questa. Le altre le ho già pensate, le ho già capite. E se anche il rinvio di una appetitosa colazione (radiofonica) me lo può ricordare, va benissimo (fermo restando che - come è noto ai più intimi - io non mi trovo bene a saltare la colazione, dunque è soltanto un rinvio).

Ringrazio ancora Alessandra per l'invito, auguro pronta guarigione ad Azzurra. Ai miei venticinque lettori, rinnovo la proposta di partecipare alla colazione, che è soltanto spostata un po' più in là.


Cari amici di "Colazione da Alessandra", vi comunico che la puntata prevista per giovedì 17 dicembre, su Radio G, sarà...
Posted by Alessandra Angelucci on Martedì 15 dicembre 2015

lunedì 14 dicembre 2015

A colazione da Alessandra

E' questione di cortesia elementare, potremmo dire. Un invito a colazione non si rifiuta senza valide ragione. Per di più se chi ti invita è una persona che ti piace frequentare, con cui ti trovi a tuo agio, con la quale puoi finalmente parlare di cose significative, abbandonando  - una volta tanto - i discorsi di superficie, quelli tristemente riempitivi, fatti appena per scongiurare il silenzio, per evitare (chissà poi perché) di cascarci dentro...

Per quanto ci siamo visti ancora (troppo!) poco, Alessandra Angelucci è una persona che sento amica e vicina nella mia ricerca "di senso". E' dunque con grande piacere che ho accolto l'invito alla sua colazione radiofonica, che si terrà questa settimana, giovedì 17 dicembre alle 10 prossimamente sulle frequente di Radio Giulianova, e poi anche in streaming.

Appena due parole su Alessandra. Giornalista, è critico d’arte per il quotidiano di Teramo «La Città», e per le riviste «Exibart» e «Contemporart». In passato ha diretto il mensile d’informazione «Lo Strillone» ed è stata conduttrice per l’emittente TV6. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di poesie Mi avevi chiesto di fermarmi qui (Duende Edizioni, Premio Roccamorice). Oltre a numerosi cataloghi, ha curato il volume di Fathi Hassan Un africano caduto dal cielo, apparso nella collana Fili d’erba che dirige per la casa editrice Di Felice. Ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Per l’emittente radiofonica Radio G di Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra. E' la curatrice della mostra "CORDIS, del cuore" di Alice (Palazzo Pardi di Colonnella, provincia di Teramo, fino al 6 gennaio 2016). Collabora inoltre con il sottoscritto alla pagina Facebook di arte e letteratura Il ritorno.

Propongo pertanto assai volentieri il testo che Alessandra stessa ha diffuso via Facebook, per annunciare la nostra "colazione". Colazione che, oltretutto, ho l'onore di condividere con un artista quale Gian Ruggero Manzoni (in maniera alquanto immodesta, devo dire che sono assai onorato per l'accostamento), e con la giornalista Azzura Marcozzi.

Vi lascio dunque alle parole di Alessandra, aspettando di poter... aggiungere le mie. A colazione, s'intende!

Cari amici di "Colazione da Alessandra" sono felice di annunciarvi i nomi dei prossimi protagonisti della rubrica d'arte che ho il piacere di curare su Radio G Giulianova: GIAN RUGGERO MANZONI, pittore e teorico d'arte, drammaturgo e performer; MARCO CASTELLANI, ricercatore astronomo presso l'Osservatorio Astronomico di Roma dell'INAF, autore, fra i tanti libri, della silloge poetica "In pieno volo" e del romanzo "Il Ritorno", di recente pubblicazione. Con me in studio la giornalista Azzurra Marcozzi. 
Appuntamento giovedì 17 dicembre, da definirsi per l'inizio del prossimo anno (vi farò sapere), ore 10, Radio G. Replica ore 15.30: frequenze 90.70 oppure 100.20; anche su streaming www.radiogiulianova.net.

GIAN RUGGERO MANZONI è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer. Ha pubblicato, fra le tante case editrici, con Feltrinelli, Il Saggiatore, Scheiwiller, Sansoni, Skirà-Rizzoli. La sua formazione di pittore è avvenuta in Italia a fianco degli esponenti della Transavanguardia; in Germania, a Monaco di Baviera e a Berlino, negli ambienti del neoespressionismo e della neofigurazione tedeschi, in Inghilterra vicino ai graffitisti e fumettisti della Generazione X. Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1990 al 1995. Partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi. Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche. Ama abitare in provincia e, come di solito dice, “dell’uomo di provincia possiede tutti i difetti, ma anche tutti i pregi”.

MARCO CASTELLANI è un ricercatore astronomo e lavora presso l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). Si occupa di evoluzione stellare e fa parte del team scientifico del satellite GAIA dell’ESA, nel quale svolge l’attività di ricerca di algoritmi per ricostruire i profili stellari restituiti dal satellite con la massima accuratezza possibile. Ha al suo attivo più di 60 pubblicazioni scientifiche, di cui circa la metà su riviste con referee internazionale. Ha aperto diversi anni fa il blog di divulgazione scientifica GruppoLocale.it (listato nella pagina istituzionale Media INAF) e il blog SegnaleRumore.it per esplorare come la tecnica si rapporta al nucleo più autenticamente umano palpitante in ognuno di noi. E’ stato scelto questa estate per tenere un corso di astrofisica a un gruppo di selezionati studenti universitari a bordo di “Mediterranea”. Marco ama molto scrivere, sia racconti e poesie, sia considerazioni “di cammino” che pubblica sul suo blog personale (cioè questo, ndr). Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo il romanzo “Il ritorno, le raccolte di poesia “In pieno volo” e “Per prima è l’attesa”. Attualmente sta lavorando su libri a carattere scientifico divulgativo, di prossima uscita, e sta preparando un libro di racconti per ragazzi a sfondo scientifico, di cui alcuni sono stati anticipati con ottimi risultati ai ragazzi di una scuole nazionale. E’ sposato dal 1991, ha quattro figli.

martedì 8 dicembre 2015

La fisica del buco

Che poi, la cosa mi sembra questa, e anche abbastanza semplice, dopotutto. C'è questo buco, questo enorme buco dentro di me. Ora, il fatto è che - detto in maniera spiccia, saltando i passaggi - solo Cristo riempie questo buco. Non è questione qui di coerenza o di essere all'altezza o di tutti gli sbagli che si fanno, e cose così. E' una questione semplicemente - con tutti gli sbagli possibili - di "fisica del buco", diciamo. 


Voglio accogliere questo annuncio, almeno come ipotesi di lavoroSolo Lui riempie questo buco, attraverso la modalità storica concretissima che ha scelto per raggiungermi. Se questo, detto così spiccio, è vero, si capisce che accettando questo, accomodandosi in questo (con tutte le mie imperfezioni, le ben note reiterate defezioni, etc...) si inizia a trovare un po' di pace, e si vedono le cose in modo diverso e più libero. 

Più libero, proprio: perché rifiutando questo si rimane con il problema di riempire il buco (luce rossa lampeggiante sul cruscotto, in pratica), e non c'è da illudersi tanto, perché per quanto ci possiamo pensare più liberi, in realtà siamo molto molto condizionati - perché il nostro primo e direi unico obiettivo sarà inevitabilmente quello di riempire il buco, di trovare qualcosa o qualcuno che riempia finalmente questo enorme buco, che sani questa ferita sanguinante. Così per paradosso pensando di essere più liberi, va a finire che lo siamo molto molto meno.

Certo c'è da mettere in conto la resistenza egoica contro questa cosa, perché il buco viene riempito non secondo un nostro progetto, una nostra costruzione, una nostra sapienza. Viene riempito essenzialmente da una nostra resa. Da un nostro che umilissimo riecheggia quel Sì che la tradizione cristiana proprio oggi festeggia.

Siccome c'è questa resistenza non basta assentire a questa linea di pensiero, ci vuole un lavoro attivo, quotidiano. Che comprende le declinazioni pratiche che già conosco, come la Scuola di Comunità,  e il percorso di Darsi Pace. Cose che non ho scelto per mia profondità di visione, beninteso: cose in cui sono stato guidato. 

E può darsi si tratti perfino di dire ad un percorso psicologico, perché non si sia tentati dallo spiritual bypassing, ovvero di coprire problemi irrisolti - sui quali invece si può e si deve lavorare - sotto un rigido cappello devozionale. Una sorta di tentazione di impazienza dalla quale mette in guardia anche un monaco come Anselm Grun (da lui ho preso il termine, che mi sembra molto efficace).

E certo comprende anche la meditazione, la preghiera. 

Senza scandalo, è necessaria una continua ripresa. Coraggio, pazienza, umiltà, perché non si tratta di incantesimi strani, si tratta di materia lavorabile, malleabile. Addolcibile.