martedì 31 dicembre 2013

Draghi

Va bene, visto che siamo in clima di auguri, il mio è il seguente… Ovviamente, per essere sentito, è un augurio smaccatamente personale, che però potrebbe anche risultare adeguato per chi mi legge.

Ebbene, che il 2014 sia un anno in cui finalmente iniziamo concretamente a smettere di scappare dai nostri draghi, dalle nostre paure: prima di tutto, dalla paura della nostra unicità, dalla paura del fatto che abbiamo una vocazione, che siamo su questa terra per un compito. Per arrivarci dobbiamo passare, necessariamente (come ci insegnano le favole, come ci dice ogni saggezza umana), dalla terra dei draghi.


I draghi, eccoli. Essi si pongono lì tra la vita di adesso e la luminosa speranza di una vita più piena, più nutriente. Forse sono lì per quello, per vedere se vogliamo, se vogliamo veramente. Se ci interessa vivere davvero una vita piena. Così basta, basta voltare la testa. Andiamo dai draghi, finalmente. Diamo loro soddisfazione: combattiamoli con allegra baldanza, senza scandalizzarci per tutte le volte che cadiamo.

Combattiamoli nel modo migliore, cedendo docilmente alla loro presenza, smettendo di fare opposizione. Lasciandoli venire, osservandoli e basta. Venite, voi draghi, voi fantasmi, paure. Mi arrendo, vi faccio spazio. Venite pure.

Sembra paradossale ma non lo è più di tanto. Perché sospetto che durante il combattimento ci diverranno amici e ci faranno passare oltre, ci faranno proseguire il cammino… Allora capiremo, capiremo che tutto ha un senso. Che tutto è servito, perché noi camminassimo...

Sarà solo allora che da te verrà il lupo,
 verrà per portarti paura. 
Se non lo fuggirai fratello ti sarà,
 è lui che davvero conosce 
il passo segreto che il monte ferisce, 
per il tuo capo il riparo sicuro
(Angelo Branduardi, "Il funerale")

Buon 2014 ! E mi raccomando, non rinunciate a farvi amici i vostri draghi…!