mercoledì 24 aprile 2013

Geometria del giallo

Passeggiando nel parco sotto casa, mentre intorno la primavera era esplosa. Limpida, incontrollata, totale primavera. Passando in un campo di fiori gialli mi è venuta in mente una frase. Ha cominciato a ricircolare nella testa, a fertilizzare le cellule cerebrali. Sì, poteva essere uno spunto per un racconto? Sì, sì. Poteva. E un omaggio (rispettoso, deferente) a Joyce, il grandissimo.

Bare Yellow


Giallo è il colore ed era quello ed era il colore della mia maglia e della tua magia. Ed eri tu. E intorno erano tutti fiori gialli sai non avevo mica pensato uscendo da casa che avrei trovato tutto quel giallo. Cioè quel giallo che era spuntato in mezzo al verde come lo conoscevo. L'avresti detto mica. Spuntato in una notte, o magari invece nella mattina mentre io ancora ero lì che ancora pensavo se tu venissi o non venissi oggi da me. Così quando i miei occhi si sono affacciati a tutto quel giallo hanno chiamato su il cuore ed ecco in pratica, ecco,  è stato appena come se il mio cuore si fosse improvvisamente allargato e improvvisamente tutto appagato.... (leggi tutto)

giovedì 11 aprile 2013

Rdio e Spotify, un fiume di musica


E improvvisamente succede. Tutta la musica che pazientemente ti sei messo da parte negli anni, tutto d'un tratto è come se non ci fosse. Eh sì, perché se ti abboni ad un servizio come Spotify o Rdio (che è quello che io preferisco) improvvisamente è come se tu avessi appena una pozzanghera, un laghetto, di fronte all'oceano di dischi che ti puoi ascoltare.

Eccoli lì tutti i dischi, hai davvero un archivio sterminato da sentire. Quando realizzi che tutti i dischi che hai comprato, potevi non comprarli, se solo avessi avuto accesso a queste risorse un po' prima. Lo so, lo so, è vero. Tecnicamente c'è ancora una bella differenza. Questi dischi sono tuoi, mentre l'accesso al mare magnum tipicamente ti costa qualcosa (no, costume e pinne non servono...). Che poi sono circa 5 euro al mese, oppure il doppio se vuoi l'accesso anche da tablet e smartphone. Spotify a dire il vero permette anche un utilizzo gratuito, ma è fastidiosamente interrotto da spot pubblicitari e vi sono altre limitazioni, per cui di solito ci si stanca presto. Almeno, io mi stanco subito.

Una signora cantava nei miei auricolari. mentre scrivevo (Crediti Rdio.com) 


Dopo un po' di prove e di oscillazioni tra Spotify e il meno noto ma non meno valido Rdio, ho scelto - come qualcun altro -  di dare i miei soldi al secondo. E vi dico perché, in qualche punto.
  • L'interfaccia. Quella di Rdio è più chiara e pulita di quella di Spotify, la trovo più sobria e  piacevole. Certo, questione di gusti.
  • Il web. Rdio funziona benissimo anche dal browser. Spotify manco se lo sogna.
  • I dischiI dischi, i dischi!! Io sono cresciuto collezionando dischi in vinile, musicassette, poi CD, poi collezioni di mp3. Ma ho profondamente impressa nei cromosomi la "struttura" logica del disco. Un disco è un lavoro completo, organico, indicativo di una certa epoca e di un certo percorso di maturazione artistica di chi lo ha realizzato (ecco perché non mi entusiasmano le antologie, di solito). Ora tu, caro Spotify, che mi combini? Voglio aggiungere un disco (una unità organica completa e compiuta, ribadisco) alla mia antologia. E tu che fai? Me lo fai aggiungere ad una playlist? Ma siamo impazziti? Io voglio aggiungere il disco, in quanto tale. Su Rdio posso aggiungere il disco alla mia collezione. Il disco. Proprio lui. Senza ingrossare una generica playlist. E questo è molto, per uno come me.
  • Ci sono i Pink Floyd su Rdio. Non ci sono i Pink Floyd su Spotify. Io amo i Pink Floyd.
  • Altre minuzie... con Rdio puoi usare una device come telecomando per pilotare l'altra. Puoi usare l'iPad per pilotare i brani che ascolti sul desktop, per esempio. Simpatico ed ingegnoso.
  • Qualità. Questo prendetelo cum grano salis, ma a me pare che lo streaming su Rdio sia più limpido rispetto all'altro. Ma, non garantisco. Magari mi sbaglio.
Certo c'è il fatto che ora tutti sono su Spotify, e l'aspetto social è molto più evidente colà. Quindi ecco, mi dispiace per i miei amici in Facebook, non potrò vedere cosa ascoltano. Ma io mi trovo meglio qui.

In ogni caso, uno o l'altro (o qualcun altro ancora) è evidente che siamo sulla soglia di un altro modo di ascoltare la musica. E ti cambiano i paradigmi. Ora invece che ascoltare e riascoltare - ad esempio - le sonate per pianoforte di Mozart da un solo interprete, ecco che sbalordisco di fronte alle scelte che mi trovo davanti. Posso ascoltarle varie volte cambiando sempre interprete. Assimilando le differenze, le affinità. 

Una cosa abbastanza inconcepibile fino a poco tempo fa.