martedì 28 agosto 2012

Sulla sfacciata modernità della poesia

C'è qualcosa che non torna, a pensarci bene. C'è qualcosa che stride, qualcosa che si adatterebbe benissimo ma non sembra farlo. Per molto non sembra. Eppure è così. Si parla tanto spesso della frammentazione della modernità, del fatto che siamo presi sempre da mille cose, senza riuscire a dedicare tempo a quelle impegnative, che richiedono tempo e pazienza.

Da tutto questo, cosa dedurrebbe un osservatore esterno? Cosa penserebbe un marziano appena atterrato a Roma, oppure a New York? Secondo me, vista la situazione, direbbe benissimo, questi qui leggono un sacco di poesia. 

Certo, e il marziano avrebbe i suoi bravi motivi. Cosa c'è di più istantaneo, circoscritto, definito nel tempo, segmentabile, frazionabile, separabile in versi e parole, della poesia? Se hai cinque minuti magari non ti va di leggere un'altra pagina e mezzo di Dostoevskij, ma una poesia di Luzi o di Ungaretti o di Rondoni o di chi vuoi la puoi sempre leggere (tanto per restare in Italia).

E lei rimane lì, contenuta in sè e in sè sufficiente, come un'isola (sufficiente in sè perché sempre rimanda ad altro). Certo poi ne leggi altre e arricchisci il quadro, capisci di più. Ma una ti basta, per respirare, per ampliare l'orizzonte, per bucare la superficie delle cose ed entrare nella dimensione verticale. Perché il fatto è questo, una buona poesia buca sempre la superficie delle cose, lavora sempre in verticale. 

Il mondo orizzontale ha più che mai bisogno di riequilibrarsi. Il movimento verticale dona stabilità e tranquillità al cuore (la preghiera è il movimento verticale per eccellenza, e anche il nostro marziano si rende conto che tante poesie sono preghiere, come pure tanti salmi sono indubbiamente poetici).


Non è una speculazione culturale per chi ha tempo da perdere. Se non leggiamo poesie ci facciamo del male. Lo spettro possibile della poesia è amplissimo, si può arrivare a diversi livelli di profondità, di comprensione. Se la poesia è valida, è sempre un viaggio, un'avventura. E se leggi, prima o poi ti capitano dei versi che  ti ricircolano in mente, come qualcosa che lungi dall'essere esaurita, regala ancora il suo saporito succo. 

E' stupendo come la poesia si possa incastrare con i ritmi e i modi di vita del mondo contemporaneo. Sarebbe un vero peccato sprecare una simile occasione.