giovedì 23 agosto 2012

Perché io vado al meeting

Faccio una premessa "tecnica". Non avrei pensato di poter scrivere sul blog dal Freccia Rossa! Il fatto di avere con me l'ipad e di disporre di una connessione wifi gratuita, è chiaramente un concorso di circostanze favorevoli davanti alle quali le scuse per non scrivere, decisamente vengono meno... ;)

Sto andando al Meeting di Rimini, dopo tanti anni che non ci passavo. Per la verità, ci andai una volta sola, con un gruppo di amici, e per giunta facemmo una ammazzata andata e ritorno in un giorno solo. Ma era molti, molti anni fa.

Ed ecco, il mio stupore è legato a questo. Sarò ingenuo, ma lo devo dire. Il mio stupore è il rinnovarsi di un incontro, nel passare degli anni. Nell'arco della vita. Qualcosa che brilla ancora dopo tanti anni, dopo tante idee, percorsi, dopo tanto cercare altro. Essere attirati, stupirsi è bello. Ma tornare a stupirsi, di una possibilità che promette di rendere più liete le giornate, più sopportabile la fatica, più umano il lavoro e lo stare a casa - ecco, tornare a stupirsi è forse ancora più bello.

Come Qualcuno che dice, sorridendo, "Ti stavo aspettando. Lo sai, non ho mai smesso di aspettarti. Non smetterò mai."

Così vado a vedere più vicino. Non ho propositi particolari, se non starci. Non sono forse migliore di prima, sono consapevole di mille imperfezioni, ma ho anche l'idea che il punto sia proprio un altro. Che il punto non sia il successo o il fallimento dei propositi per migliorarsi, ma sia venire, starci, guardare "persone o momenti di persone".

Ecco, sto andando per guardare. Per vedere cosa nasce e fiorisce da un'esperienza che nacque - molti anni fa - da un prete di Desio, innamorato della vita, da dei ragazzi che a scuola, credendo già di sapere tutto, si ritrovarono ad ascoltare una possibilità nuova per la loro esistenza. E iniziò qualcosa che arrivò fino a toccare il mio cuore, nel lontano 1984. E anche la mia storia con Paola, la mia famiglia, fiorì da questo incontro.

La bellezza, per quanto giri gli occhi, alla fine la senti, se una volta l'hai vista. E questa possibilità di essere felici è sempre rimasta ad aspettarmi. Ad attendere il mio assenso. E ogni sì, per quanto balbettante, è sempre stato ripagato.

Insomma, vado a vedere che fanno degli amici. Prodigi della fisica: parto da casa, ma vado sempre verso casa.