domenica 26 agosto 2012

I ragazzi del meeting

Questi tre giorni al meeting sono stati esaltanti. E' vero, un conto è seguirlo sui media ed un altro è andarci veramente. C'è un'aria, un'aria che respiri, che sembra allontanare il pessimismo di tanti giorni e tante sere. Qui lo capisco di nuovo, arrivo naturalmente al punto. Ci vuole un avvenimento per vincere la paura del futuro, non servono le studiate parole, i dotti discorsi. 

Qui ci sono i volti lieti delle ragazze e dei ragazzi volontari al meeting. E li vedi appena arrivi, i volti lieti e la cordialità che scalda il cuore. Se interagisci con loro ti trattano come persona. C'è qualcosa, qualcosa a cui non siamo molto più abituati: ti guardano davvero. Non sei uno dei tanti che chiede una informazione, che domanda dove si svolge un evento, che vuole comprare una maglietta o una piadina. Sei tu. 

Rientrando a Roma, qualcosa mi ricorda il meeting...
Sì, potrebbero essere miei figli, tanti di loro, anagraficamente parlando. E non mi dispiace imparare (o  meglio, reimparare) da loro, se può servirmi a vivere meglio. Non mi dispiace apprendere da come si muovono, come guardano, come sorridono. Tutto serve, tutto ha un senso. 

Potrei parlare di quello che ho visto e ho ascoltato, ma per questo vi rimando al breve "racconto" che ho assemblato su Storify. Mi fermo invece ai volontari, il cui spettacolo  - spesso silenzioso - parlava più di molte altre cose (tanto che anche un ministro se ne accorgeva). Trovare gente che fa gratis un lavoro anche pesante, non è una cosa che si dimentica facilmente. Te lo chiedi, te lo domani, perché lo fanno.



Ha ragione Giulio Terzi, è una cosa che dà fiducia per il paese. Ti viene voglia per una volta, di tirarti fuori dai soliti discorsi, dalla disillusione e dal pessimismo sulle sorti dell'Italia. Non è che hai risolto tutto, hai trovato la parola magica, la soluzione. La crisi è la crisi. Ma in tutto ciò, questi ragazzi ti danno fiducia, speranza. Se ci sono realtà così, se possono crescere, lasciatemelo dire, non siamo a terra. 

O se anche ci fossimo, da qui (ad esempio) possiamo ripartire.