martedì 27 luglio 2010

Bianca come il latte, rossa come il sangue

Vi sono libri che instaurano un rapporto particolare con chi li legge. Non dipende solo dal libro, non dipende esclusivamente dal lettore: è come un'affinità che vibra nella composizione virtuosa di chi conosce con l'oggetto del conoscere. 

Questo libro mi è piaciuto molto. Quando un libro mi piace davvero lo capisco perché mi ritrovo, ad un certo punto, a verificare con una certa apprensione il numero di pagine che ancora mancano, come a controllare che vi sia ancora un certo periodo minimo "garantito" prima di dover sbucare fuori. Quando sbuchi fuori da un libro, o da una musica, che ti piace, ti senti grato ma avverti anche un senso di mancanza. Come dire stavo bene lì dove stavo...


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Biaca come il latte, rosa come il sangue
 (Alessandro d'Avenia)

Non sarà un capolavoro,  ma è ben scritto (e pensato). E la storia di Beatrice, di Silvia e Leo mi ha preso. Mi ha commosso in diversi punti. Mi ha fatto pensare. Soprattutto mi ha  rasserenato, come lo scrivere onesto e non furbetto può rasserenare. 

Perché mi piace? Forse perché è coraggioso nello sdoganare il mondo dell'adolescenza da tanti stereotipi e luoghi comuni. Finalmente l'adolescenza viene riumanizzata.  La malattia di Beatrice è il punto dove la finzione non regge più, e si vede come l'adolescente e l'uomo maturo sono molto vicini, molto più di quanto la percezione comune porterebbe a pensare (ci capita di pensare a compartimenti stagni, perché è meno faticoso: il bambino e il suo mondo, l'adolescente e i suoi problemi, e così via). 

L'adolescente e l'uomo maturo sono vicinissimi perché in entrambi brucia forte una domanda di senso. E che il giovane chiede e cerca un adulto capace di intercettare la domanda di senso (anche a scuola). 
Che se c'è un senso nella vita e nel dolore, se dopotutto ci fosse, esistesse davvero, più tragico ancora del dolore stesso sarebbe il non percepirne nemmeno il riverbero...

sabato 17 luglio 2010

La musica in testa...

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Appena terminato il libro La musica in testa. Non resisto a buttare giù qualche considerazione "a caldo"...

Allevi scrittore è stata una bellissima sorpresa. Il candore e l'entusiasmo dell'Autore trapelano irresistibili dalle pagine, il misto di biografia e considerazioni sull'arte e sull'esistenza non è mai pretenzioso ma sempre godibile e mai banale.

Nella sua leggerezza afferra il lettore e lo porta ad apprezzare (e gioire) di una concezione di arte mai "accademica" ma al servizio della gente. L'entusiasmo è il perno dell'ultimo capitolo, ed è un concetto davvero capace di strapparci dalle paludi del razionalismo triste, aprirci la testa e riempirla di musica e voglia di fare... leggetelo, se vi capita. Anzi anche se doveste cercarlo. Consigliato!

martedì 13 luglio 2010

Camminando sulla spiaggia


walking along the beach
Originally uploaded by mcastellani
Sono state nel complesso due belle settimane, quelle passate nel Residence vicino Vieste.

La spiaggia (S. Maria di Merino) è bella larga. Pulita, come il mare. Limpidissimo, in certe ore del giorno. Puoi passeggiare su uno strato di acqua sottile, che fa mille colori. Tieni i piedi al fresco mentre cammini. Abbiamo fatto delle belle camminate lungo la spiaggia: la sensazione del piede nudo sulla sabbia è una cosa quasi preziosa. E la notte il brilluccichio delle stelle e l'aria fresca, le luci lontane come gemme di intima preziosità.

Le litigate dei bimbi ci sono state, l'insofferenza della più grande che si annoiava talvolta, pure. Bei momenti di crisi. Mettiamo in conto tutto.

Eppure ieri già io e mia moglie saremmo voluti tornare. Già, perché ci sono state anche le ottime mangiate di pesce a Terrazza sul Mare (dove si vede il tramonto che, per non essere da meno del mare, dipinge il cielo a striscioline colorate, non dimenticando un bel verde metallico che ti colpisce); oppure la splendida zuppa di pesce nel ristorante un pò sull'interno (e quella signora del ristorante che raccontava della processione da Vieste della Madonna di Merino, e del pellegrinaggio Macerata-Loreto.. chi l'avrebbe pensato.. e quella libreria che aveva Tracce in bella esposizione... ma perché non ci pensiamo mai, a trovare amici dappertutto.. )

Poi Andrea che ormai è grande, mi ha "costretto" ad iscriverlo ad un corso di Katesurf. Bello che si cimenti, si impegni. E' grande e lotta per crescere, di più.

Poi le puntate a Vieste, che ti accoglie con una skyline sul porto, quando la strada fa la curva e poi scende. Spettacolare. Come bello e suggestivo è il paese e pieno di angolini e cose da vedere. Dovrò vincere la pigrizia e scaricare le foto, metterle su web.

Io penso che ci torneremo.