domenica 16 maggio 2010

La mia mamma...


Coniglio Contento
Originally uploaded by mcastellani
"Mia mamma si chiama Paola e ha quarantacinque anni.
Mamma sa muovere le orecchie avanti e indietro, lo so fare anch’io e credo che questa cosa l’ho presa da lei.
Quando le chiedo qualcosa lei mi dice quasi sempre di sì! Però la cosa che la fa arrabbiare di più è quando io litico con mio fratello Simone; tipo l’altro giorno, mentre mamma stava al telefono, mio fratello ha cominciato a darmi fastidio, ma io non potevo dire niente a mamma perché stava al telefono.
Non dico che è solo lui che mi dà fastidio, perché quando mi dà fastidio io non resito a stare ferma, non posso stare lì impalata a farmi dare le botte! Bé comunque mamma ha tanta pazienza!!!!!!
Però anche quando non mi metto il pigiama si arrabbia. Ma molte volte le dico che non mi va di metterlo e appena si gira invece ho il pigiama ed è felicissima.
A mamma piace tanto ma tanto la musica che piace anche a me e certe volte la sentiamo insieme.
Quando apparecchia io la aiuto, certe volte la aiuto anche a stendere i panni lavati.
Lei è una grande mamma e le voglio tanto bene!!!
Ma forse la cosa che la fa stare meglio è che quando ho preso un bel voto e le dico la bella notizia è felicissima!!!"

Agnese, 7 maggio 2010

... è così dolce che non posso proprio aggiungere parole... e il coniglio, del resto, è già così contento (e il delfino salterino pure) che non c'è davvero bisogno d'altro, non trovate?


lunedì 10 maggio 2010

Cose di incontri...

Pittrice. Ha fatto varie mostre. Moglie del fratello della suocera. Ti viene a cercare durante la cena che segue una Cresima dove siete entrambi stati invitati, ti dice che ha letto il tuo libretto di poesie e ne è rimasta molto colpita.. 

E quali sono i poeti che preferisci? Ungaretti? Ma sai che ho messo il tuo libro proprio vicino ai suoi... (no no è troppo, speriamo che ad Ungaretti non dispiaccia, che perdoni l'accostamento "arditissimo"...)

Poi, ti parla del tuo stile in modo che tu non ti saresti aspettato, ti cita parti delle tue poesie. Capisci che le ha lette con molta attenzione. Quella su tuo padre, quell'altra... ti parla del modo in cui tu vedi la tua donna, e della delicatezza e del pudore con cui raffiguri le altre... poi parla del Papa, di Cristo, della sua posizione di fronte al cattolicesimo (diversa dalla tua, ma non banale nè aprioristica); si discute delle ideologie e dei loro limiti... 

Ti parla di alcune mostre che ha fatto, di come siano state costruite intorno ad un concetto (come quello del vento) esplorato da diversi punti di vista (letteratura, religione, arte, linguaggio). Ascolti per capire, spinto - diresti -  dalla stessa urgenza interiore di Teresa, la tua interlocutrice.





Una persone di età e condizione certamente diverse, eppure si crea un ponte, su questi argomenti, un dialogo dell'anima che non si cura dei "dettagli"... e capisci pure quanta parte di te passa attraverso le tue piccole poesie... e capisci pure (finalmente) che fatto così banale di averle messe in un libretto ha creato delle occasioni di incontri, inaspettati... 


... e ti dice di continuare, e capisci che non lo dice per cortesia.. 





Cose piccole, cose di incontri...


(rielaborazione di un post su Buzz)