sabato 28 giugno 2008

Parchi e passaporti...

Sabato soleggiato e decisamente caldo. La moglie al telefono mi dà la buona notizia dell'ottimo preso da Andrea all'esame di terza media... sono contento! Insieme mi ricorda del passaporto della primogenita, da andare a ritirare in questura: ormai sarà pronto...

Esco nel caldo incredibile di questi giorni, per fortuna il traffico è sopportabile. Arrivo alla questura; c'è poca gente, faccio presto e in pochi minuti esco con il passaporto in mano. L'addetta all'ufficio vede che sono ricercatore e si informa sulle possibilità di lavoro nel settore scientifico, mi pare per la figlia. Rispondo cercando di non essere pessimista: comunque non è un momento facilissimo, si sa. Però però non è nemmeno detto che non si trovi... dipende certo da tante cose. Mi saluta contenta, credo, che mi sia reso disponibile per una piccola conversazione.

La giornata è luminosissima; ho bisogno di luce e sole quasi come una lucertola; sento come un bisogno di risanamento, di ampia e lieve solarità, di positività mediterranea, robusta. Vera, non superficiale.

Dietro la questura si apre il parco, vi è un ampio parcheggio, delle case dall'aria simpaticamente popolare, alberi, forse una scuola. E' un posto che mi è sempre piaciuto: a volte basta stare in alcuni posti per sentirsi rigenerati; forse solo per il fatto di essersi presi un attimo per stare dove ci va, dove ci piace - senza tanti pensieri.

Faccio la spesa al discount adiacente la questura, poi decido di ripassare con la macchina nella zona verso l'ampio parco. Mi fermo un attimo: è bello, nella mattinata sfolgorante, ed è un posto pacifico, quieto. Esco dall'auto e ammiro la distesa sconfinata del parco; gusto la quiete del posto, che mi trasmette serenità.

Riporto a casa la spesa; riporto i miei angolini belli dentro me. Curioso, più vado avanti, più formo in me un particolare elenco di posticini, il più delle volte assolutamente ordinari, che mi piacciono, con i quali sono in consonanza. Ad esempio l'angolo presso la banca, vicino a casa di mia moglie quand'era coi suoi; il mercato coperto, di cui ho già scritto... e altri posticini, come quadretti delicati e semplici. Il trionfo della microgeografia, magari? Non posti lontani, esotici, ma frammenti di un microcosmo cittadino, sfaccettature di ambienti a volte anche poveri, ma suggestivi per il mio animo?

Non c'e' molto da pensare; piuttosto, ogni tanto bisogna ripassare, come salutare dei vecchi amici...

domenica 22 giugno 2008

Pesce azzurro

Al mercato coperto, una mattina soleggiata di sabato. Ogni banco, ogni esercizio è incastrato in una composizione grande; ogni banco è un universo a se. Colori, odori, temperatura, tipo di merce; guardiamo la panoplìa di colori del banco della frutta e verdura, per esempio. Sentiamo odori e immaginiamo consistenze, gradi di maturazioni, sapidità; chiediamo dei meloni e altra frutta. Una serie di colori perlopiù morbidi, a tappezzare l'estensione delle cassette, accostate a riempire lo spazio disponibile.

Pochi metri oltre, il banco del pesce, ci porta in un reame il cui colore dominante è l'azzurro, insieme al color argento del lucido metallo, la temperatura si suggerisce bassa, guardando il ghiaccio tra il pesce. I crostacei in questo sfondo, spiccano facilmente del loro arancione vivo. Delle donne stanno valutando il pesce da comprare, una con la lista della spesa; è bello che ci si consiglia su cosa comprare e quanto, con l'esercente. Mia madre chiede un certo pesce, se fa bene. Certo è pesce azzurro, contiene Omega 3. Risponde l'esercente, mostrando cordialità e una cerca competenza nel suo settore.

Camminiamo oltre e traversiamo di sfuggita altri diversissimi universi; tutti incastonati nel meta-universo dello spazio del mercato, con sufficiente ombra per ristorarci nonostante la calda giornata estiva.

giovedì 19 giugno 2008

Jamaica farewell... in Monteporzio

Sounds of laughter everywhere and
the dancing girls swaying to and fro
I must declare my heart is there
thou I've been from Maine to Mexico...

Mattina. Mentre mi arrampico in auto verso Monteporzio, questo piccolo paesino nei dintorni di Roma, risuonano in auto le note di Jamaika farewell reinterpretata da Eugenio Finardi nel bel disco Acustica, di un pò di anni fa...

... il sole bacia l'ampio colle di fronte, affollatissimo di verdi alberi, in direzione del quale la strada si inerpica. E pare tutto uno sfondo luminoso, una cornice di bella natura; la chitarra esegue leggerissima ed espressiva gli arpeggi della canzone, e la musica sembra mirabilmente adattarsi all'ambiente, ricavarci uno spazio suo, farlo risuonare..

..... E siamo lontanissimi (...purtroppo?) dalla Jamaica, dalle palme, dall'ambiente della canzone che interpretò con successo - imparo ora - Harry Belafonte. Nulla di che stupirsi, mi dico: la forza espressiva della musica, il suo significato universale...

...I must declare my heart is there.... ;-)

mercoledì 18 giugno 2008

Tre giorni a Bologna...

Alla fine è andata bene, questa piccola trasferta a Bologna per i tre giorni di corso di Java della unità CU5 del progetto di Gaia di ESA. Bisogna proprio che butti giù due note, anche se il tempo è sempre poco (oppure il lavoro da fare sarebbe sempre tanto..??), ma altrimenti questo mio povero blog rimane un pò troppo in standby...

E' stato, come pensavo, un corso abbastanza intenso, in termini di cose fatte e soprattutto di cose "semicomprese" da ricomprendere e ruminare una volta tornati a casa. Comunque è stato utile per capire la direzione che sta prendendo questo grosso progetto (del satellite Gaia che sarà lanciato nei prossimi anni), e regolarsi di conseguenza. Primo, mi devo decidere ad imparare bene Java: tutto l'environment in effetti si svolge su questo linguaggio, prima si apprende meglio è. E' come qualche anno fa era per il Fortran: io (e taluni altri) lo uso ancora, ma certo non è il linguaggio... del futuro! Poi, è stato bello interagire con gli "insegnanti", MR e FDA, una coppia (proprio: sposati tra loro) molto disponibile per charimenti ed altro, oltrechè ovviamente esperta nel proprio lavoro.

Poi.. Bologna, i portici... lo stare in un'altra città tutto d'un botto.. il viaggio in treno da solo, nella quiete... il gioco di aggiornare il microblog dal telefonino - un pò per farmi compagnia nei momenti in cui ero da solo (i link puntano ad alcuni post fatti in diversi momenti) l'impaccio di dover mangiare da solo, il primo e il secondo giorno (prendete nota: odio andare al ristorante da solo!!), e il divertimento di occasionali scambi di battute con le vicine di tavolo (e io che sono timido!) ...

... l'albergo, la colazione la mattina, la corsa verso l'Osservatorio, con la cartina in mano... il ritorno con il collega LP.. la partita vista a casa mia, con tutti i bimbi intorno... la cena sociale, il ristorante carino e le persone simpatiche, non tante così che si poteva stare tutti assieme, le gag fatte con LP piaciute anche agli altri... tante piccole cose da ricordare, come in ogni viaggio, come in ogni istante forse (ma nei viaggi, mi sembra più facile tenere gli occhi aperti per vedere)...






domenica 1 giugno 2008

Roma Strasburgo, pensieri

Così... tante cose, tanti pensieri che si muovono, tante impressioni... Stamattina ho accompagnato Paola al trenino, ora è già a Strasburgo, dove rimarrà per qualche giorno per lavoro.

Ora con i bimbi a casa..o dovrei ormai cominciare a dire i ragazzi ... chi si (ri)vede i Cesaroni (papà compreso, mentre con la finestra aperta aspetta un refolino di vento, chè già a Roma è scoppiata la piena estate), chi gioca al computer... ed è strana la lontananza, non mi ci sono ancora abituato. Non dico che la prendo male, però è strana.

E immaginare quello che vede lei, così lontano da qui, dai tragitti di vita abituali... e vedere il tempo che passa, stupirsi del fatto che la figlia maggiore ora si prende l'incarico di preparare la cena.. e vedere tante piccole cose e tante piccole parti della famiglia, capire che è fatta di tutto questo, e altro ancora...tante piccole cose che hanno una consistenza, un sapore - se ci si ferma a sentire, a capire...

Chissà com'è a Strasburgo, questa sera. Sicuro che c'è una ragazza che stamattina era qui a Roma ;)