lunedì 21 aprile 2008

Partenze, poesie e rimostranze...

Tra un poco si parte: oggi pomeriggio ho il volo per Torino per il Java Workshop di ESA-GAIA che inizia domattina; due giorni di full immersion con computer al seguito, per addentrarsi nei misteri di Java e compagnia bella, un "bagno" necessario per proseguire sul lavoro del software di analisi e riduzione dati per questo benedetto satellite GAIA, quando mai partirà (beh in ogni caso il viaggio lui lo farà ben più lungo!). Mercoledi' sera dovrei già essere a Roma, comunque.

Certo, nonostante la brevità della permanenza fuori, non mi sono evitato i rimbrotti di Simone, nel weekend, il quale (dolcissimo, anche per la storia delle mosche, che ha riportato la sorella più grande nel suo blog....) ogni tanto mi tornava a dire "Ma devi proprio partire? Ma non è giusto.. non partire, rimani qui !" E io a ripetere che ogni tanto mi tocca muovermi, per questo lavoro; magari per poco tempo, ma mi tocca...

Così stamattina finisco di preparare la valigia, sistemo il laptop con tutto il software che hanno richiesto per il workshop. Pranzo con la primogenita che torna da scuola, e poi vado. Però.. certo, però per come sono fatto (e lo so bene) anche un piccolo viaggio come questo, mi provoca sempre un pò di apprensione, tanto che stamattina mi son svegliato ad un'ora improponibile.

Lo sa bene anche la consorte, che ieri rideva sotto i baffi quando le ho detto, un pò per gioco, che avevo quasi deciso di non partire, tutto sommato non era troppo necessario... Però pure lei conosce i suoi "polli", possiamo dire.. la sua risposta è stata un divertito "ah, mi domandavo perchè non me l'avessi ancora detto. Beh ora che hai fatto le tue rimostranze, possiamo proseguire...". Sarà mica che glielo dico sempre ogni volta che devo assentarmi da casa, anche per poco? ;)

PS tanto per distrarmi dalle mie "rimostranze", ho finalmente deciso di pubblicare nel mio wiki la poesia (che si è sviluppata in nove piccole sezioni) iniziata mentre andavo ad un altro congresso di Gaia, che si teneva a Bologna diverso tempo fa (e poi sottoposta ad una notevole serie di revisioni). So bene ormai che tornare alla scrittura ha per me sempre un effetto dolcemente terapeutico. Se volete leggerla, la trovate qui ; in caso, lasciatemi pure un commento, se vi aggrada!

venerdì 11 aprile 2008

painting the hills


painting the hills
Inserito originariamente da i.anton
Che bella foto... che combinazione, poi. Si ricarica la pagina di partenza di Google mentre sto lavorando (e anche oggi quante rogne...!), e spunta questa foto; incuriosito vado a vedere meglio... e a parte la bellezza della foto stessa (e del panorama), capisco d'improvviso quale particolarissimo significato ha per me.

Sì davvero quella gita di due giorni a San Gimignano e a Siena, nel lontano 1984, è stata l'inizio dell'avventura, una delle più significative della mia vita: è stata l'occasione in cui io e Paola ci siamo avvicinati, e abbiamo cominciato a camminare insieme...

E guarda un pò, cara sposa, quanta strada si è fatta fin qui...! Ci avremmo mai pensato, allora? :)

mercoledì 9 aprile 2008

You Can Tell It's Spring


You Can Tell It's Spring
Inserito originariamente da Majlee
Sì sì è primavera. Io comincio di solito ad aspettarla poco dopo Natale (più o meno), ma ora finalmente è qua. Mentre lavoro ho la finestra semiaperta e sento gli uccellini cinguettare amabilmente nel parco qui fuori...

A proposito, gli uccellini sono piuttosto "invasivi" anche in casa nostra, soprattutto dalla parte della cucina, con il piccolo balconcino che dà sul parco. Spesso quando lasciamo la finestra semiaperta entrano anche in casa, a cercare bricioline (e con i bimbi è praticamente garantito che facciano buona caccia..!). L'altra volta Agnese che stava in cucina a fare colazione si è quasi spaventata: "Papà papà, è entrato un uccellino, mi ha fatto paura. Non avevo visto bene.. pensavo fosse un corn flackes che volava"...

Beh sì, in caso ci sarebbe stato da spaventarsi!! ;)

martedì 8 aprile 2008

Gufo Tartufo ed altre novelle...

Sì sì, è così. Mi piace raccontare favole, mi piace inventarle su due piedi, quando mi viene chiesto; mi diverte, partire da una ideuzza minima minima che mi viene in mente all'istante, e da quella ragionare per allargare pian piano la situazione, aggiungendo personaggi, situazioni, idee... Mi piace e mi gratifica moltissimo la faccia attenta che fa la piccola Agnese, che si ricorda poi nomi, situazioni, ambienti che magari invento lì lì e tendo a scordarmi pure io...

Allora ieri accompagnandola all'entrata di scuola abbiamo parlato del Gufo Tartufo, un gufetto tanto simpatico ma che aveva purtroppo paura del buio. Il guaio è che essendo gufo doveva rimanere sveglio la notte, e gli amici gufi gli facevano gli scherzi, approfittando del suo timore dell'oscurità: soprattutto (questi puzzoni...) lo prendevano in giro perchè teneva vicino a lui una piccola lucetta, di quelle colorate per i bimbi. Ma lui, consultata la mamma, gli ha poi reso "pan per focaccia" inventando degli scherzi innocenti per gli altri gufi, che però ci sono cascati con tutti i piedi (o forse le zampe, dovrei dire) e dunque hanno cominciato loro ad aver timore del buio (e Tartufo che se la rideva sotto i baffi...) !


Oggi abbiamo aperto "il filone" del coniglio Pippi; amico di Gufo Tartufo: il problema è che hanno poco tempo per vedersi, perchè uno dorme di giorno, l'altro di notte. Ma alla sera - uno si è appena alzato l'altro sta per andare a nanna - fanno comunque in tempo per una partita di Rubamazzo... (Tartufo ha insegnato a Pippi, per la cronaca). Domani...? Ormai siamo d'accordo che Agnese, prima di entrare a scuola, fissa l'argomento e il nome per la puntata successiva: oggi mi ha detto che dovremo parlare della Tigre Mimmi... tocca farsi venire in mente qualcosa entro domattina ! ;)

Il bello è proprio, in questo, la qualità dell'attenzione che ci mette Agnese; e che buffo due persone di età, attività, relazioni, progetti, così diverse, che si divertono.. tutte e due con delle piccole favolette! Stamattina abbiamo pensato allo stesso momento, la stessa cosa; ad un certo punto lei mi ha detto qualcosa del tipo "Papà, ma perchè non facciamo che ogni volta aggiungiamo un personaggio dentro la stessa favola, senza cominciarne una nuova..." (ed è quello che stavo pensando io, stavo proprio giocando con l'idea di ampliare lo scenario pian piano, aggiungendo personaggi e mettendoli in relazione tra loro...)

Devo dirlo... ora ho un pò timore di quando non servirà più raccontare favole, di quando non ci saranno due occhioni aperti spalancati desiderosi di ascoltare le piccole storie del bosco, che inventa il papà, ma giustamente sarà attratta e interessata ad altre cose, più mature, più complesse. Ma forse la mia immaginazione ora è puntata sul momento attuale, e non sa ancora quali forme e qualità di interazione tra papà e figli potremo inventare; infatti non c'e' niente di ordinario e scontato quanto uno prova - nonostante la stanchezza, le preoccupazioni, le distrazioni, i diecimila limiti che si possono avere - a vivere con partecipazione il proprio ruolo all'interno della famiglia, quella famiglia con la quale cammina, nella vita...

giovedì 3 aprile 2008