giovedì 31 gennaio 2008

Scuola di Andrea, lezione di astronomia

    Sì, davvero: e' stata una bella esperienza. Sono contento di aver fatto la lezione-seminario a scuola di Andrea, come mi aveva richiesto il suo professore di matematica. All'inizio avevo un pò di timore, ed anche un pò di incertezza su come prepararla, sul livello da tenere durante la spiegazione (è pur sempre una terza media), sulla scelta degli argomenti da trattare, etc...

    Il professore mi aveva dato carta bianca: avevo la libertà di impostare la lezione come meglio mi pareva. Anche il tempo non era poco, potendo disporre di circa un'ora e mezza. Dopo qualche incertezza sulla strategia da adottare, mi sono deciso - anche sulla base del materiale che avevo reperito - di muovermi su uno schema semplice "dal piccolo al grande": partire cioè dai pianeti del sistema solare, per poi passare alla trattazione della Via Lattea, delle galassie vicine, del Gruppo Locale di galassie, e poi piano piano allargare il campo fino ad andare a parare sugli ammassi di galassie... e finalmente sull'Universo nel suo complesso, con le strutture a grande scala, e le risposte che possiamo dare alle fondamentali domande di sempre, tipo "quanto è grande l'Universo", "quando è nato", "come si evolverà nel futuro..."

    Nei giorni precedenti, preparando la presentazione al computer, avevo pensato di aggiungere delle slides su argomenti che personalmente trovo affascinanti, e che speravo interessassero anche ai ragazzi, tipo la stupefacente longevità della missione Voyager 2, la sonda orma giunta ai confini del Sistema Solare, lanciata nel 1977 ed ancora funzionante, il Telescopio Spaziale Hubble, e cos' via. Avevo intuito - correttamente, come poi ho scoperto durante l'esposizione - che una relazione asettica avrebbe forse annoiato i ragazzi, mentre una visione più "partecipata" li avrebbe interessati in maniera maggiore.

    Così lunedì, con ancora qualche timore e incertezze, mi sono presentato a scuola di Andrea, ho parlato con il professore, e ho predisposto i miei strumenti, nella sala del teatro. Quando sono arrivati i ragazzi (Andrea compreso, ovviamente ), mi sono fatto coraggio e cominciato pian piano l'esposizione. Via via che parlavo e illustravo le varie slides, cominciavo a sentirmi più a mio agio, e inserivo nell'esposizione anche ricordi "personali" della mia attività prima di studente e poi di ricercatore: mi stupisco infatti continuamente di quanto la nostra conoscenza appunto delle domande "di base" sia progredita in appena una manciata di anni... Se penso che quando studiavo ed anzi iniziavo la mia attività si litigava ancora se l'Universo fosse vecchio 10 oppure 20 miliardi di anni, se fosse aperto o chiuso... mentre oggi si è abbastanza d'accordo sul fatto che sia vecchio 13,7 miliardi di anni (con una incertezza appena del 10%!)  e che con ogni probabilità sia destinato ad una perenne espansione... ed insieme la cosa "formidabile" che - in tutto questo - la materia "comune" sia appena il 5% dei costituenti dell'Universo, in larga parte formato da materia ed energia "oscura" di cui ancora ignoriamo la vera natura... ho provato semplicemente ad essere un pò "vero", lasciando trapelare un poco del mio stupore.

    Insomma tante cose che ho cercato di trasmettere ai ragazzi, che nel complesso seguivano e facevano domande, anche spesso piuttosto pertinenti. Tra una cosa e l'altra, il tempo è volato,  siamo arrivati alla fine che ancora c'era tanto da dire, volendo. Comunque avevo la sensazione di essere riuscito a trasmettere "qualcosa", in termini di cosa si  sà e cosa si  cerca di sapere, di come tante cose sono cambiate nella nostra concezione scientifica dell'Universo...

    Il professore è stato davvero contento, e mi pare pure i ragazzi. Io ho avuto la preziosa sensazione di come un lavoro come questo sia utile, anche culturalmente, e insieme il senso così gradevole di aver potuto condividere parte di questa mia modesta - ma ormai più che decennale - esperienza...! Una cosa che spero avrò occasione di rifare, insomma :)

PS la cosa più divertente l'ha detta il fratello più piccolo Simone, all'uscita da scuola. Pensavo non si ricordasse, ma invece mi ha subito chiesto della lezione. Quando gli ho detto che era andata bene, è sembrato sinceramente sollevato, e ha detto "Ah meno male! Avevo paura che mio papà potesse fare una figuraccia!!" (e si capiva che gli sarebbe davvero dispiaciuto!). Io ho fatto finta di offendermi per la sua incertezza, ma sotto sotto ero compiaciuto della sua sincera preoccupazione...

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venerdì 25 gennaio 2008

Diavoletti & capelli...

Si sà, il tempo passa. Questo, per la nostra esistenza biologica, ha tutta una serie di implicazioni (non necessariamente negative, naturalmente). Tra quelle forse non proprio positive, in ogni caso, ci può essere, almeno per il sottoscritto, una variazione del numero di capelli.. ehm, chiaramente a derivata negativa....

Questo è il fatto, d'accordo. Ma come fai a prendertela.. quando te lo fanno capire in maniera simpatica? Stamattina, Simone si preparava come di consueto per andare a scuola. La mamma era già uscita con i due più grandi, e il papà incitava i piccolini perchè non si facesse tardi. Questo ovviamente infastidiva Simone, e il papà notandolo lo scherniva dicendo "Ma Simone, hai un diavolo per capello oggi....?"

Il bimbo rispondeva prontamente "Ma no papà! Sei tu che hai un diavolo per capello!!"

Poi - ed è questo il "bello" - si vede che ci ripensava un pò, faceva un momento silenzio, indi guardava il padre in faccia, considerava qualcosa nella sua testa e infine...

"Beh, comunque tu non ce ne hai molti, di diavoli, si vede......."


:-)

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giovedì 24 gennaio 2008

Non dire notte, di Amos Oz

Immagine di Non dire notte
Delicato, forse si potrebbe definire.

Non c'e' una storia "forte", difatti - forse perchè la storia, il punto sensibile del romanzo, è la capacità stessa di rapporto della coppia di cui si narra, così diversa per età, inclinazioni, atteggiamenti... il basso continuo del loro ritrovarsi "a mezza strada", la mediazione intelligente ma spontanea... questa mi pare la musica sommessa del libro, a cui magari ti abitui senza nemmeno accorgerti. Fin che non l'hai finito, e allora ci pensi...

martedì 22 gennaio 2008

Le due formiche e... il cappuccino


Cappuccino
Inserito originariamente da disneymike
D'accordo: forse non interesserà proprio tutti, tuttavia non posso tralasciare, per gli affezionati alla "saga" delle formiche, l'aggiornamento che Agnese, insieme al papà, ha formulato stamattina....

Ebbene, è ormai forse noto, a chi legge questo blog, che pare che vi siano due piccole formichine nascoste nello zaino della piccola Agnese (che oggi - anzi ieri - festeggiava il suo onomastico!); queste vanno a scuola insieme a lei e le tengono compagnia durante l'orario scolastico. Come forse abbiamo già scritto, Agnese mi dice che in realtà loro si mettono proprio sul banco, a lavorare vicino a lei, tanto la maestra non ci fa caso e non le vede...

Questa la situazione fino ad oggi, ma adesso possiamo aggiungere (..scoop!) altri particolari! Infatti, le formichette pare la mattina facciano colazione con cappuccino, proprio mentre si va a scuola, incuranti degli sballottamenti dello zaino entro cui viaggiano. Sissignori: a quanto pare hanno due tazze piccole piccole (anche se il fratello grande Andrea oggi esprimeva un certo scetticismo sulla esistenza di tazze da cappuccino per formiche.. ma tant'è!)

Già la cosa, per il papà e la mamma, sembrava divertente. Ma Agnese, tutta da sola, stasera ha fatto un'altra aggiunta interessante: ci ha confidato infatti che oggi, mentre stavano in laboratorio, le formichine - in maniera forse un pò irriguardosa - hanno addirittura versato delle gocce di cappuccino sul giornale della maestra! La quale poverina, ha forse notato le macchie ma non ha potuto capire da dove venissero...

Ah queste formichette dispettose! Chissà cosa altro combineranno mai, in futuro... ;)

mercoledì 16 gennaio 2008

Il papa alla Sapienza: una occasione perduta?

Peccato, verrebbe da dire. Nella vicenda della mancata visita del Papa alla Sapienza, forse si è semplicemente persa un'occasione. A perderla, a parere di chi scrive, è proprio la cultura "laica", dunque aperta al confronto, rispettosa delle varie posizioni, dei diversi orientamenti. Invece dell'accoglienza, ha prevalso la paura e l'atteggiamento "censorio", dunque ha perso, in ultima analisi, proprio la tanto ostentata laicità della scienza.

Che dire? Speriamo, per una prossima volta, in scienziati e docenti davvero
laici...
Il papa alla Sapienza: una occasione perduta? :: GruppoLocale.it

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martedì 15 gennaio 2008

Il castorino combinaguai...

Succede. Accade che magari il papà sta al computer, e profittando della quiete serale, passa un pò di tempo commentando qualche blog, riprendendo qualche piccolo racconto sempre da terminare...

E arriva d'un ben tratto questo pupoletto (con addosso il piagiama nuovo foffoloso che al papà piace tanto..!) e gli dice "Papà vieni? Che mi racconti un'altra storia del castorino...? Dài, corta corta.."

Il papà esita, ma alla fine cede, segretamente compiaciuto e meravigliato che il "canovaccio" del castorino - una serie di storie inventate al momento, in cui vi è la situazione costante di un castorino che abita in un appartamento, e mentre il padrone è al lavoro, ne combina di tutti i colori - che insomma questa serie di piccole storie, inventate per Simone ormai tempo fa, vengano ancora richieste !


E il papà pensa che è bello, in fondo, inventare storie, e avere qualcuno a cui piace ascoltarle... ;)

domenica 6 gennaio 2008

Quasi portassi doni...

Ad un tratto
misteriosi fuochi vedesti
per il cammino
a volte affollato
di ombre vane

(... oppur fuoco non era
ma astro brillante
che illumina la strada
verso un'umile capanna)

con quel magico potere
che chiamava il cuore nel profondo
di riscaldar le membra
di sciogliere il ghiaccio

e come per semplice
puro desìo
di un ordine bello -
ricomponevi il bagaglio
ripulivi le vesti
e ricamminavi in via,

quasi accompagnato
da una dolce
- nuova -
regalità

quasi con te
ora portassi
doni.


(composta nella vigilia dell'Epifania 2008)