sabato 13 dicembre 2008

E' che servono le chiavi a mia moglie

Scendo negli spogliatoi della palestra dopo forse una mezz'oretta scarsa da che sono entrato. Mi vede un signore che incontro spesso in palestra e col il quale spesso ci scambiamo dei saluti, e mi chiede se ho già finito per la giornata. "No no devo prendere una cosa..."

Intanto penso la versione lunga della medesima risposta, che è tipo "A mia moglie servono per qualche motivo le chiavi di casa ora, così che ho interrotto gli esercizi e sono sceso a riprendere dal mobiletto dello spogliatoio, dove ho chiuso la mia roba mentre faccio allenamento..."

Subito dopo mi figuro anche una sua probabile risposta di circostanza, magari del tipo che chiamerei da piccola seccatura, tipo Ehh che ci vuoi fare, nemmeno in palestra si può stare tranquilli, le mogli... forse con un sorriso a stemperare e sdrammatizzare ulteriormente questa lievissimo contrattempo...

Poi sono andato a pensare perchè mai la parola "moglie" potesse essere anche per scherzo associata a "seccatura". Mi ha fatto pensare alla quotidianità di una lunga consuetudine di vita, alla differenza tra la parola "sposa" che è una parola che brilluccica tutta di gioia ed eccitazione e gusto pieno di prossimità e vicinanza, e la parola - appunto - "moglie" che lascia invece trasparire un senso di abitudine, di compromesso, quasi di stanchezza: "ahh che vuoi, sai mia moglie...", cose di questo tipo qui.

Però non mi sono rassegnato a scivolare nell'uso di questa parola in questo modo. Secondo me quando sta per capitare è il segnale che c'è da lavorarci, da lavorare per soffiare via la polvere: lavoro lento, paziente, senza attesa di risultati repentini, ma fiducioso...

D'altra parte, la luccicanza della parola sposa, in ultima analisi, è pur contenuta nel nucleo della parola moglie, ma come protetta, custodita, da uno strato intermedio semiopaco, senza il quale forse non potrebbe preservarsi nel tempo... strato che contempla anche l'abitudine di un rapporto lungo, che contempla anche le tensioni, le differenze, e la perseveranza paziente nel lavorare per superarle... come se non potesse essere esposta al mondo così direttamente, ma dovesse come scivolare entro uno strato protettivo.

...Non è che semplicemente stà a me lavorare perchè questo strato non diventi una gabbia, magari?

martedì 11 novembre 2008

Io lo so che non sono solo...

Un accordo, diresti scarno, di chitarra, ben scandito. Poi parte la voce, prima esitante, cauta, poi decisa. Lorenzo Cherubini canta "Io lo che non sono solo / anche quando sono solo." Un verso geniale. Semplicemente.

La bimba, dietro, si mette ad ascoltare. Il papà è davanti che guida.

D'un tratto dice: "Papà, ma lo sai che io so cosa vuol dire? Vuol dire che quando sei solo non devi mai essere triste, perchè ci sono tante persone che ti vogliono bene, anche se in quel momento non sono lì vicino. Infatti non sei mai solo davvero, per questo..."

Il padre ascolta, stupito dell'analisi della figlia di sei anni. Per lui ci ha preso in pieno.

La bimba Agnese continua: "... e poi c'e' pure l'angioletto. Quello non ti lascia mai, solo che non lo vedi. Anzi qui in macchina ora ce ne sono due, il mio e il tuo..."

Il papà riflette. L'auto si incanala sulla tangenziale. Sopra c'e' una bimba che ragiona e un papà contento di esserne il papà...

lunedì 3 novembre 2008

Quinto giorno a Leiden


Leiden
Inserito originariamente da Eisbeertje
Arrivo un pò in ritardo.. ad appuntare qualche nota del giorno di venerdì scorso, ultimo della mia breve permanenza a Leiden.

La mattina colazione in albergo, come al solito, a noi però si è unita la ragazza olandese (che parlotta italiano) che avevamo conosciuto il giorno prima. Dopo colazione a prendere i bagagli chè si deve lasciare l'albergo.

Dopo aver pagato, io e Luigi ci dirigiamo alla fermata. Hester non c'e', probabilmente ha già presto l'autobus. Dopo un pò che parlottiamo, noto un biglietto incastrato in un angolo appoggiato al vetro del gabbiottino della fermata; con sorpresa ne scopriamo la natura, un breve messaggio di saluto indirizzato a noi dalla ragazza bionda. Penso, forse non abbiamo fatto una pessima figura come italiani, in questa occasione. Una conversazione gentile e null'altro, può far nascere un'amicizia, una cordialità? Siamo noi italiani troppo chiusi e "cinici", talvolta, mi dico.

La mattina all'istituto ancora lavoro, che si protrae nel pomeriggio. Questo è bene perchè riusciamo a chiudere una procedura ancora "pendente" in maniera soddisfacente, il chè dà un bel senso di compiutezza - pur nelle mille cose ancora da fare - al nostro soggiorno di lavoro.

Poi si va in aereoporto. Si fanno un pò di spese, si mangia qualcosa e si va. La KLM ci tratta bene e ci mangiamo un curioso cibo (olandese?) freddo con frutta verdura e altre cose, e poi anche pastigliette di cioccolato a mò di dessert.

Penso ancora che se ho imparato qualcosa, è che uno deve far bene il proprio lavoro, e preoccuparsi meno del resto. E' quello che uno può fare, è la ragione per cui ci hanno pagato il viaggio, l'albergo e tutto il resto. Semplice ma a volte non così evidente, per me: bene che me ne ricordi!

Arriviamo un pò tardi per via di un ritardo nella partenza dell'aereo; stanchi ma tutto sommato contenti. E' stato un viaggio utile; ora siamo a casa.

venerdì 31 ottobre 2008

Quarto giorno a Leiden


Leiden
Inserito originariamente da natalija2006/ (out in the wild)
Quarto e ultimo giorno che passiamo completamente a Leiden. Domani sera 'l'aereo dell'Alitalia (se la compagnia esiste ancora..) ci riporterà in terra italiana, nella capitale.

Oggi altri passi avanti nel lavoro, anche se la teleconf di stamattina e il seminario di istituto di oggi pomeriggio ci hanno sottratto parecchio tempo. Però qualche altro tassello alla situazione l'abbiamo aggiunto.

Stasera cena ad un locale finalmente "olandese". Mangiato una cosa che sembrava un "frittatone", ma non era male, comunque. Poi il posto è molto bello e accogliente, colori caldi e legno chiaro, ti fa sentire a tuo agio. Poi una ragazza olandese davvero incantevole che serviva ai tavoli; hanno certi sorrisi e dei volti aperti, espressivi, che indubbiamente potresti subirne una certa fascinazione...

Come pure la ragazza olandese che parlava piuttosto bene l'italiano che si è fermata a parlare con noi in albergo per un'oretta. C'è una espressività nei loro volti, che a volte rimane impressa. Saremo noi che stiamo troppo tempo a studiare Java e la "pipeline" di Gaia dentro una biblioteca che manco si vede fuori, sarà certamente questo... Te li dicevo io che Java fa male.. :-)

giovedì 30 ottobre 2008

Terzo giorno a Leiden

Oggi finalmente degli spiragli di sole allietavano Leiden, anche se tratti. Ma che freddino la mattina e la sera. Abbiamo atteso l'autobus, io e Luigi, questa mattina per più di mezz'ora, non abbiamo per nulla capito come mai. E l'altro che ci doveva portare all'istituto di astronomia non sembrava passasse in orari accettabili. Abbiamo ipotizzato fosse festa nazionale, vedi a non conoscere il posto. Mah!

Avanti ancora con il lavoro, anche se a volte uno avrebbe la fretta di voler fare di più e meglio; purtroppo il presto a volte, mi sembra, è nemico del bene. Bisogna pure avere pazienza, e vedere le cose che si costruiscono piano piano. Anche con i rapporti tra le persone; lavorare fianco a fianco, parlare, interagire, scherzare, prendere il caffè insieme: mi rendo conto che non sempre si può lavorare a distanza via E-mail. Scopro l'acqua calda, ma lo dico lo stesso. Ebbene, no, anche nell'epoca del web, non si può prescindere dal contatto; dopotutto non viviamo (ancora) solo dentro uno schermo: voglio dire che tutto questo si traduce anche in effetti positivi sul lavoro.

Anche, credo, il fatto che si sia stati bene alla cena al ristorante indoesiano, dove ci ha portato Antony. Tante cose passano, ma i rapporti umani veri, lavoro o no, rimangono e stabiliscono delle connessioni che - insomma - non si lavano via col tempo, che portano qualcosa, che arricchiscono. Le persone sono delle ricchezze, ognuna avrebbe qualcosa da farti capire, una visione del mondo dalla quale potresti imparare. Mah, dico cose sconclusionate? Troppo ingenuamente romantiche? Forse sarà l'ora... ora vò a dormire, che è meglio. Domani ci aspettano i datataker. Cosa sono ? Ah cose di Java, lassa stà... ;-)

mercoledì 29 ottobre 2008

Secondo giorno a Leiden


Nice house in Leiden
Inserito originariamente da Michiel2005
Premessa: poichè ho ben pensato di non portare il cavetto per scaricare le foto digitali, ho pensato di appoggiarmi a qualche foto che trovo su Flickr. Tra l'altro, ormai le foto su web sono così tante e di tanti posti, che uno potrebbe andare in giro senza fotografare niente, al limite, e scaricarsi le foto dei posti che ha appena visitato!

Oggi giorno piuttosto piovoso; colazione abbondante e varia in albergo (ma quanti tipi di pane hanno, qui??). Poi autobus e giretto a piedi fino a prendere il secondo autobus per l'istituto di astronomia. Ma stavolta abbiamo capito, domani dovremmo andare più diretti!

Mattina e pomeriggio a dedicarsi al "javismo" (come dice Luigi), ovvero alla comprensione e alla sistemazione delle procedure in Java per la pipepeline del satellite Gaia. Alternando momenti di esaltazione (finalmente si capisce) ad altri di ... sconforto (per le cose ancora da capire). Ma ha ragione Luigi, si va avanti, piano ma si va avanti! E il fatto che il gruppo sia assieme fisicamente è confortante perchè uno capisce pure che i dubbi che ha... non li ha lui solo. E insieme si dipanano meglio. Certo che è una cosa molto diversa dal lavoro che ho fatto finora: è un grande progetto in cui tutti devono riempire ordinatamente la loro casellina. Eppure c'e' spazio per la creatività e l'inventiva: tu hai quella casellina ma lì, come dire, sei tu che comandi: tu hai le competenze per mettere quel pezzettino a posto. Curioso, ma interessante. Staremo a vedere come la cosa evolve. Certo che senza questo progetto chissà se sarei mai venuto a vedere Leiden.

La sera cena con amici/colleghi in un posticino simpatico della cittadina. Sono venuti anche dei colleghi che lavorano qui in Olanda e non vedevo da una vita: è stata una bella sorpresa, ho trovato persone molto simpatiche e soprattutto umane. L'umanità scalda - e qui ci vuole perchè stasera il tempo era freddino alquanto e sempre piovoso. Bello però, già l'ho detto, il gioco delle luci gialline sui canali a sera, sembra proprio una piccola Venezia, benchè il tipo di case sia certo piuttosto diverso.

Ora a nanna, domani altro javismo. E' come un grande puzzle da riempire questo progetto, ma pian piano vuoi vedere che mettiamo i pezzettini a posto? Ci vorrà un pò, ma se manteniamo un atteggiamento positivo e costruttivo (almeno ogni tanto eh), vedi che ce la facciamo.

Macchine avanti piano, e ora a ninna a ricaricare le batterie per un altro giorno ;)

martedì 28 ottobre 2008

Primo giorno a Leiden

 Siamo arrivati ieri pomeriggio con il volo da Roma, io e Luigi, per questa settimana da passare al lavoro per la riduzione dati del futuro satellite Gaia. Volati da Roma fino a questa cittadina olandese, vicino ad Amsterdam.

   Bella Leiden. Come una piccola Venezia, con i canali con l'acqua che passano intorno alle case, agli edifici. Con le piccole casette di mattoni, così olandesi. Le luci gialle di sera che fanno un senso di calore, di accoglienza. Con le penombre e il desiderio di caldo, di casa, che si staglia nel nitido freddo della sera, rientrando dopo la cena a casa di amici. Con il senso di modernità e di antico insieme caratteristico di questo posto, dell'Olanda, per come la vedo adesso.

  Con le case dalle ampie vetrate, che anche nei palazzoni vedi a colpo d'occhio l'interno di decine di appartamenti, e non ti sembra di essere escluso, cacciato fuori, tanto potresti spiare dentro le abitazioni e la vita delle persone. Senza diffidenza, sembra. I prati a ridosso dei canali, i gabbiani; i cigni che camminano indisturbati e senza timori. Così camminando tra il tragitto verso l'istituto e ritorno, vedo persone davanti alla partita (quale partita, quale squadra, chissà), due bimbi dai capelli chiari che seduti davanti alla TV vedono qualcosa, forse cartoni animati.

   Alla sera, davanti allo scenario delle piccole piazzette contornate di canali e bagnate di luce gialla dei lampioni mi prende uno struggimento di bellezza, una nostalgia lontana. Mamma mia, chissà cos'è, non so definirlo.

   Torniamo dalla cena a casa di Paola, contenti del cibo dell'accoglienza e dei ragionamenti, dei discorsi. L'autobus ci porta vicino all'albergo, siamo a casa, la nostra casa di questa settimana. Buonanotte, Leiden; tutto sommato, è una bella sopresa incontrarti.


mercoledì 15 ottobre 2008

Silent morning


Silent morning
Inserito originariamente da aremac
Ecco, sono questi i colori dell'autunno che tanto mi piacciono, che rendono ogni autunno una cosa nuova, una nuova tenera scoperta...

martedì 14 ottobre 2008

Al chiaro di luna


clair de lune violacé
Inserito originariamente da artkor
Che gelida manina!
Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova? Al buio non si trova.

Ma per fortuna è una notte di luna,
e qui la luna l'abbiamo vicina...



Niente da fare; quando vedo una luna così grande, così vicina (e questa sera sembrava fosse appena sopra il mio palazzo: non molto più alta del piano più alto, appena un poco più in sù) mi viene in mente il celebre passaggio della Bohème...

lunedì 13 ottobre 2008

Incomparable lumière d'automne

E' nuova e bella la luce di ogni autunno..

Guardavo ieri mattina il filare di alberi lungo la mia strada, e non ricordavo delle sfumature di colori così belle e "complesse". Una piccola festa per gli occhi!

giovedì 9 ottobre 2008

Ritorno da Teramo

Tornato ieri sera dalla tre giorni all'Osservatorio di Teramo, per il progetto del software del satellite GAIA prossimo venturo. Partito un pò dubbioso sull'esito e sull'utilità del piccolo meeting. Sono contento ora invece, perchè tra le nebbie piuttosto oscure delle cose da fare (in questo ancor misterioso linguaggio chiamato Java) grazie ad uno sforzo congiunto di diversi cervelli (oltre il mio, su cui non farei un affidamento esagerato...), si è cominciato a vedere un pochino di luce....

...ed è quello che ci vuole per andare avanti, bastano dei piccoli risultati per aver la spinta a procedere (almeno per il sottoscritto!)

Come contorno, deliziose cene a base di arrosticini e altre ottime pietanze, il che certamente non nuoce ! :-)
Pubblicato con Flock

mercoledì 24 settembre 2008

Boschi di braccia tese...

Stamattina è ripassata alla radio, nel mentre mi trovavo sul tragitto casa-lavoro, la famosissima canzone di Battisti La collina dei ciliegi

http://it.wikipedia.org/wiki/La_collina_dei_ciliegi

Ebbè. Mi è venuto spontaneo un azzardato accostamento: nientemeno, alle Sonate per pianoforte di Mozart. Sì sì, sto osando, ma lasciatemi spiegare: in entrambi i casi, ognuno nel suo specifico ambito (ma suscettibile di non improbabili connessioni), mi sembra di essere davanti ad un capolavoro della classicità, della limpida perfezione formale. Nessuno sperimentalismo fine a se stesso, niente sbavature, una trama limpida e appunto, armonica.

Al contempo, però (e questo è il difficile) un ricercare senza farlo vedere.. un senso di esplorare novità incredibili senza apparentemente tirare il tessuto formale che fa l'impianto di base. Così l'impianto classicissimo della canzone ha questi "strappi" e quei "silenzi" improvvisi ("e d'improvviso quel silenzio tra noi", no questa è un'altra) che mettono in tensione, senza farlo vedere, il modello stesso. Il genio che si manifesta nel fare una cosa formalmente semplice ma piena di sostanza.

Eh sì. Più divento grande e più apprezzo Battisti. Beh, di Mozart non mette caso neanche di dirlo...

mercoledì 17 settembre 2008

Mattine di sole...


Tranquil Evening
Inserito originariamente da zoom in tight
Stamattina mi sono fermato con la macchina vicino al parco, appena uscito dal garage. Portata Agnese a scuola (in ritardo già per io secondo giorno di scuola, ma eravamo almeno riusciti a finire i compiti!), ho fatto appena due passi vicino al parco per andare al bancomat.

Ebbene, era una mattina di sole così deliziosa, con le strisce di sole che si adagiavano sul parco così limpide.. che avrei volentieri lasciato la macchina parcheggiata e mi sarei messo a passeggiare. Certe volte la voglia di natura si fa quasi prepotente, e magari uno avrebbe preferito una passeggiata al parco, oppure anche (sapendolo fare) una gita in canoa invece che la giornata davanti al computer...

Ok, non che il lavoro non sia interessante (fortunatamente in astrofisica ci sono sempre cose da capire). Giusto così, un'impressione... ;)

giovedì 4 settembre 2008

Ripresa ... lenta!

Accipicchia. E' quasi un mese che non scrivo sul mio blog, direi poveretto che lo sto un pò trascurando!

Riepilogando, dovrei parlare un pò delle vacanze al mare in Molise, di cui ho mandato brevi accenni, eppoi della vacanza di una settimana a St. Moritz fatta con moglie e prole (tranne la più grande, tornata appena ora da una megavacanza in Canada a Montreal, dallo zio) e con tanti amici. Sì ci sarebbe da parlare, ma magari è più interessante mettere online qualche foto e lasciare spazio alle immagini (lo so, è una scusa per rimandare ancora...)

E poi certo, c'e' il fatto di essere stato chiamato in causa dalla primogenita, per cui bisognerà pur rispondere, no? Mmm.. cara figlia, fammi pensare ad altri blog da nominare, però!

Certo, potrei dire che - da attento fruitore (!) del web2.0 - mi sto allineando al flusso generale per cui diversi osservatori indicano come il fenomeno del microblog sia in salita mentre i blog stanno un pò perdendo terreno (tanto che in effetti già si vedono diversi blog che sono in realtà ninete altro che aggregatori automatici dei vari lifestreaming, il flusso di cose che segnano la propria presenza online in vari servizi - tipo il box di friendfeed che è qui a lato). Certo posto più nel microblog che nel blog vero e proprio; un pò perchè è più semplice un pò perchè non sempre si ha tempo e voglia di organizzare le proprie idee in un post più articolato. Ehm. Potrà questo giustificare il mio postare un pò "rallentato"?

Io comunque, per non sbagliare, ho messo anche l'avviso "bloggo quando posso". Ovviamente acchiappato dal blog Miculae et Nubes. Che quasi mi scoccia dirlo (chè temo l'interessata si monti la testa), trovo piuttosto interessante...

Oh vabbè, un post l'ho fatto, allora... anche se non so ancora bene di cosa ho parlato ! ;-)

venerdì 8 agosto 2008

Peace & relax


Peace & relax
Inserito originariamente da marco rubini
No.. questa è troppo bella, che la voglio davvero acchiappare per metterla nel mio blog!

Certo devo dire che da un pò non lo aggiorno con la frequenza che vorrei e che meriterebbe (mia figlia ad esempio mi batte di molto; se poi facciamo a gara nel numero dei commenti........ perdo alla grande!!)

Il fatto è che.. insomma se vogliamo, le solite scuse: il lavoro, la famiglia, gli impegni, le cose da fare che non mancano mai... Sarà questo, sarà altro chissà. Sarà che magari a volte mi accontento di mandare qualche messaggio su Twitter, che si fa prima: certo, manca l'approfondimento, manca la riflessione, sono solo brevi appunti quelli inviati dal microblog.

Sarà forse che sono sempre un pò "ritroso" nel parlare di me.. ecco qui la cosa: che ogni volta che si scrive si fa un pò il punto sulla propria situazione, e certe volte preferisco attendere, aspettare che il contesto si metta a fuoco; magari ha cose in movimento, in definizione, in attesa di chiarimento. Soprattutto nell'età di mezzo che lo scrivente si trova a percorrere; a volte c'e' il bisogno di lasciar sedimentare, sensazioni, stati d'animo, sorprese ed attese. E uno aspetta. Ma scrivere è sempre terapeutico e salutare; anche le volte che come questa uno scrive ma senza sapere bene dove va a parare. Chissà.

Insomma che dire, scritti leggeri di mezz'estate, quando magari uno è arrivato al lavoro presto e si sentirebbe di stare davanti ad uno scenario di bella natura come nella foto!

mercoledì 23 luglio 2008

Cartolina da Vasto


Vasto
Inserito originariamente da mcastellani
E così, nonostante il giorno piuttosto ventoso e parimenti piovoso, siamo andati ieri in perlustrazione nell'ambiente circostante (tanto non si poteva stare in spiaggia) e siamo finiti a visitare Vasto, in Abruzzo.

Nonostante la passeggiata sia stata "bagnata" da diversi scrosci di pioggia, pur zuppi come pulcini siamo riusciti a fare un giro nel bel centro storico, e affacciarci sul suggestivo panorama delle terrazze sul mare. Bello, tutto sommato.

Anche oggi giorno piuttosto piovoso e con vento molto teso. Stamattina con Paola siamo corsi in spiaggia per vedere se i giochi dei bimbi fossero volati via; per fortuna sono tutti al loro posto!

Niente mare oggi, mi sa... magari se non piove andiamo un pò in giro.

domenica 13 luglio 2008

Balli di gruppo (chi sa fare i...) ?

Agnese che si diverte come non mai ai balli di gruppo, Claudia che - inizialmente spaesata perchè non trovava compagnia della sua età - ora comincia ad ambientarsi, Andrea che mi sottrae il computer ogni volta che non sta in spiaggia (avendo poi lasciato il gameboy sperso da qualche parte in casa o in macchina) .. Simone che fa il solito simpatico rompiscatole ogni volta che può (ma ha un cuore d'oro)..

Primo pomeriggio a configurare l'eeepc di Claudia, ieri sera le ho sisteato pidgin il clone di msn, per poter chattare con le sue amiche ("torna!!!!" le hanno scritto appena ripristinata la connessione.. e tè pareva...). Poi con Claudia in paese a prendere delle cose (e per un pelo non ci siamo persi..)

Stamattina hanno preso le canoe, poi il pedalò. E come si è divertito Andrea a prendermi in giro perchè (a suo dire, ma non troppo sbagliato) non ero propriamente bravissimo a pagaiare e mi impicciavo talvolta... e Agnese piccola com'è.. a dirmi stasera che ero ridicolo ai balli di gruppo (e detto tra noi, penso abbia abbastanza ragione, ahimè) !

Riposo? beh insomma, ogni tanto. Ma non tanto come magari mi piacerebbe...
Eh beh. Scene di vita familiare in ambiente di mare, si potrebbe giustamente dire :-)

sabato 28 giugno 2008

Parchi e passaporti...

Sabato soleggiato e decisamente caldo. La moglie al telefono mi dà la buona notizia dell'ottimo preso da Andrea all'esame di terza media... sono contento! Insieme mi ricorda del passaporto della primogenita, da andare a ritirare in questura: ormai sarà pronto...

Esco nel caldo incredibile di questi giorni, per fortuna il traffico è sopportabile. Arrivo alla questura; c'è poca gente, faccio presto e in pochi minuti esco con il passaporto in mano. L'addetta all'ufficio vede che sono ricercatore e si informa sulle possibilità di lavoro nel settore scientifico, mi pare per la figlia. Rispondo cercando di non essere pessimista: comunque non è un momento facilissimo, si sa. Però però non è nemmeno detto che non si trovi... dipende certo da tante cose. Mi saluta contenta, credo, che mi sia reso disponibile per una piccola conversazione.

La giornata è luminosissima; ho bisogno di luce e sole quasi come una lucertola; sento come un bisogno di risanamento, di ampia e lieve solarità, di positività mediterranea, robusta. Vera, non superficiale.

Dietro la questura si apre il parco, vi è un ampio parcheggio, delle case dall'aria simpaticamente popolare, alberi, forse una scuola. E' un posto che mi è sempre piaciuto: a volte basta stare in alcuni posti per sentirsi rigenerati; forse solo per il fatto di essersi presi un attimo per stare dove ci va, dove ci piace - senza tanti pensieri.

Faccio la spesa al discount adiacente la questura, poi decido di ripassare con la macchina nella zona verso l'ampio parco. Mi fermo un attimo: è bello, nella mattinata sfolgorante, ed è un posto pacifico, quieto. Esco dall'auto e ammiro la distesa sconfinata del parco; gusto la quiete del posto, che mi trasmette serenità.

Riporto a casa la spesa; riporto i miei angolini belli dentro me. Curioso, più vado avanti, più formo in me un particolare elenco di posticini, il più delle volte assolutamente ordinari, che mi piacciono, con i quali sono in consonanza. Ad esempio l'angolo presso la banca, vicino a casa di mia moglie quand'era coi suoi; il mercato coperto, di cui ho già scritto... e altri posticini, come quadretti delicati e semplici. Il trionfo della microgeografia, magari? Non posti lontani, esotici, ma frammenti di un microcosmo cittadino, sfaccettature di ambienti a volte anche poveri, ma suggestivi per il mio animo?

Non c'e' molto da pensare; piuttosto, ogni tanto bisogna ripassare, come salutare dei vecchi amici...

domenica 22 giugno 2008

Pesce azzurro

Al mercato coperto, una mattina soleggiata di sabato. Ogni banco, ogni esercizio è incastrato in una composizione grande; ogni banco è un universo a se. Colori, odori, temperatura, tipo di merce; guardiamo la panoplìa di colori del banco della frutta e verdura, per esempio. Sentiamo odori e immaginiamo consistenze, gradi di maturazioni, sapidità; chiediamo dei meloni e altra frutta. Una serie di colori perlopiù morbidi, a tappezzare l'estensione delle cassette, accostate a riempire lo spazio disponibile.

Pochi metri oltre, il banco del pesce, ci porta in un reame il cui colore dominante è l'azzurro, insieme al color argento del lucido metallo, la temperatura si suggerisce bassa, guardando il ghiaccio tra il pesce. I crostacei in questo sfondo, spiccano facilmente del loro arancione vivo. Delle donne stanno valutando il pesce da comprare, una con la lista della spesa; è bello che ci si consiglia su cosa comprare e quanto, con l'esercente. Mia madre chiede un certo pesce, se fa bene. Certo è pesce azzurro, contiene Omega 3. Risponde l'esercente, mostrando cordialità e una cerca competenza nel suo settore.

Camminiamo oltre e traversiamo di sfuggita altri diversissimi universi; tutti incastonati nel meta-universo dello spazio del mercato, con sufficiente ombra per ristorarci nonostante la calda giornata estiva.

giovedì 19 giugno 2008

Jamaica farewell... in Monteporzio

Sounds of laughter everywhere and
the dancing girls swaying to and fro
I must declare my heart is there
thou I've been from Maine to Mexico...

Mattina. Mentre mi arrampico in auto verso Monteporzio, questo piccolo paesino nei dintorni di Roma, risuonano in auto le note di Jamaika farewell reinterpretata da Eugenio Finardi nel bel disco Acustica, di un pò di anni fa...

... il sole bacia l'ampio colle di fronte, affollatissimo di verdi alberi, in direzione del quale la strada si inerpica. E pare tutto uno sfondo luminoso, una cornice di bella natura; la chitarra esegue leggerissima ed espressiva gli arpeggi della canzone, e la musica sembra mirabilmente adattarsi all'ambiente, ricavarci uno spazio suo, farlo risuonare..

..... E siamo lontanissimi (...purtroppo?) dalla Jamaica, dalle palme, dall'ambiente della canzone che interpretò con successo - imparo ora - Harry Belafonte. Nulla di che stupirsi, mi dico: la forza espressiva della musica, il suo significato universale...

...I must declare my heart is there.... ;-)

mercoledì 18 giugno 2008

Tre giorni a Bologna...

Alla fine è andata bene, questa piccola trasferta a Bologna per i tre giorni di corso di Java della unità CU5 del progetto di Gaia di ESA. Bisogna proprio che butti giù due note, anche se il tempo è sempre poco (oppure il lavoro da fare sarebbe sempre tanto..??), ma altrimenti questo mio povero blog rimane un pò troppo in standby...

E' stato, come pensavo, un corso abbastanza intenso, in termini di cose fatte e soprattutto di cose "semicomprese" da ricomprendere e ruminare una volta tornati a casa. Comunque è stato utile per capire la direzione che sta prendendo questo grosso progetto (del satellite Gaia che sarà lanciato nei prossimi anni), e regolarsi di conseguenza. Primo, mi devo decidere ad imparare bene Java: tutto l'environment in effetti si svolge su questo linguaggio, prima si apprende meglio è. E' come qualche anno fa era per il Fortran: io (e taluni altri) lo uso ancora, ma certo non è il linguaggio... del futuro! Poi, è stato bello interagire con gli "insegnanti", MR e FDA, una coppia (proprio: sposati tra loro) molto disponibile per charimenti ed altro, oltrechè ovviamente esperta nel proprio lavoro.

Poi.. Bologna, i portici... lo stare in un'altra città tutto d'un botto.. il viaggio in treno da solo, nella quiete... il gioco di aggiornare il microblog dal telefonino - un pò per farmi compagnia nei momenti in cui ero da solo (i link puntano ad alcuni post fatti in diversi momenti) l'impaccio di dover mangiare da solo, il primo e il secondo giorno (prendete nota: odio andare al ristorante da solo!!), e il divertimento di occasionali scambi di battute con le vicine di tavolo (e io che sono timido!) ...

... l'albergo, la colazione la mattina, la corsa verso l'Osservatorio, con la cartina in mano... il ritorno con il collega LP.. la partita vista a casa mia, con tutti i bimbi intorno... la cena sociale, il ristorante carino e le persone simpatiche, non tante così che si poteva stare tutti assieme, le gag fatte con LP piaciute anche agli altri... tante piccole cose da ricordare, come in ogni viaggio, come in ogni istante forse (ma nei viaggi, mi sembra più facile tenere gli occhi aperti per vedere)...






domenica 1 giugno 2008

Roma Strasburgo, pensieri

Così... tante cose, tanti pensieri che si muovono, tante impressioni... Stamattina ho accompagnato Paola al trenino, ora è già a Strasburgo, dove rimarrà per qualche giorno per lavoro.

Ora con i bimbi a casa..o dovrei ormai cominciare a dire i ragazzi ... chi si (ri)vede i Cesaroni (papà compreso, mentre con la finestra aperta aspetta un refolino di vento, chè già a Roma è scoppiata la piena estate), chi gioca al computer... ed è strana la lontananza, non mi ci sono ancora abituato. Non dico che la prendo male, però è strana.

E immaginare quello che vede lei, così lontano da qui, dai tragitti di vita abituali... e vedere il tempo che passa, stupirsi del fatto che la figlia maggiore ora si prende l'incarico di preparare la cena.. e vedere tante piccole cose e tante piccole parti della famiglia, capire che è fatta di tutto questo, e altro ancora...tante piccole cose che hanno una consistenza, un sapore - se ci si ferma a sentire, a capire...

Chissà com'è a Strasburgo, questa sera. Sicuro che c'è una ragazza che stamattina era qui a Roma ;)

giovedì 15 maggio 2008

Venezia 2006, un flashback


pict0345.jpg
Inserito originariamente da mcastellani
Finalmente ieri (con un ritardo che può rivelare qualcosina della mia naturale tendenza alla procrastinazione....) mi sono deciso a caricare su Flickr le foto prese durante il Workshop di astronomia di Venezia nell'ottobre 2006.

Riguardandole mi tornano alla mente la splendida suggestione di "camminare dentro un grande quadro", la bellezza di alcuni scorci, di alcuni quartieri nascosti, la danza - da alcune parti sommessa, da altre trionfale - dei colori. una festa per gli occhi.

Sì sì ci devo tornare, stavolta con Paola... ;)

mercoledì 14 maggio 2008

Come si è

"Dolcezza verso come si è"
Premetto, ho l'abitudine di appuntare idee e pensieri un pò d'appertutto, in qualsiasi foglio foglietto o bigliettino o pagina di agenda, o computer, che trovi a disposizione nel momento in cui voglio fermare una frase, una sensazione...

Propri ora ritrovo questo piccola auto-esortazione in un foglio di appunti di lavoro, mentre cerco di mettere un pò d'ordine nell'ambiente selvatico che in pratica si è sviluppato sulla mia scrivania... La riscrivo qui perchè mi piace; oppure mi serve, non so. E' quello che ci vuole in questo momento, in cui per varie piccole cose e accadimenti, mi cruccio pensando a come essere buoni genitori, a come essere buoni mariti... pensando o magari pensando di forzarmi in cambiamento.

No, mi sa che me la sono detta giusta quando ho scritto il bigliettino; prima di tutto, dolcezza per come si è. Simpatia "originaria"; siamo magari povere "cose", ma dobbiamo trattarci bene, mi dico. E' il punto di partenza.

Ora, chissà se trovo qualche altro foglietto...... ;)

lunedì 21 aprile 2008

Partenze, poesie e rimostranze...

Tra un poco si parte: oggi pomeriggio ho il volo per Torino per il Java Workshop di ESA-GAIA che inizia domattina; due giorni di full immersion con computer al seguito, per addentrarsi nei misteri di Java e compagnia bella, un "bagno" necessario per proseguire sul lavoro del software di analisi e riduzione dati per questo benedetto satellite GAIA, quando mai partirà (beh in ogni caso il viaggio lui lo farà ben più lungo!). Mercoledi' sera dovrei già essere a Roma, comunque.

Certo, nonostante la brevità della permanenza fuori, non mi sono evitato i rimbrotti di Simone, nel weekend, il quale (dolcissimo, anche per la storia delle mosche, che ha riportato la sorella più grande nel suo blog....) ogni tanto mi tornava a dire "Ma devi proprio partire? Ma non è giusto.. non partire, rimani qui !" E io a ripetere che ogni tanto mi tocca muovermi, per questo lavoro; magari per poco tempo, ma mi tocca...

Così stamattina finisco di preparare la valigia, sistemo il laptop con tutto il software che hanno richiesto per il workshop. Pranzo con la primogenita che torna da scuola, e poi vado. Però.. certo, però per come sono fatto (e lo so bene) anche un piccolo viaggio come questo, mi provoca sempre un pò di apprensione, tanto che stamattina mi son svegliato ad un'ora improponibile.

Lo sa bene anche la consorte, che ieri rideva sotto i baffi quando le ho detto, un pò per gioco, che avevo quasi deciso di non partire, tutto sommato non era troppo necessario... Però pure lei conosce i suoi "polli", possiamo dire.. la sua risposta è stata un divertito "ah, mi domandavo perchè non me l'avessi ancora detto. Beh ora che hai fatto le tue rimostranze, possiamo proseguire...". Sarà mica che glielo dico sempre ogni volta che devo assentarmi da casa, anche per poco? ;)

PS tanto per distrarmi dalle mie "rimostranze", ho finalmente deciso di pubblicare nel mio wiki la poesia (che si è sviluppata in nove piccole sezioni) iniziata mentre andavo ad un altro congresso di Gaia, che si teneva a Bologna diverso tempo fa (e poi sottoposta ad una notevole serie di revisioni). So bene ormai che tornare alla scrittura ha per me sempre un effetto dolcemente terapeutico. Se volete leggerla, la trovate qui ; in caso, lasciatemi pure un commento, se vi aggrada!

venerdì 11 aprile 2008

painting the hills


painting the hills
Inserito originariamente da i.anton
Che bella foto... che combinazione, poi. Si ricarica la pagina di partenza di Google mentre sto lavorando (e anche oggi quante rogne...!), e spunta questa foto; incuriosito vado a vedere meglio... e a parte la bellezza della foto stessa (e del panorama), capisco d'improvviso quale particolarissimo significato ha per me.

Sì davvero quella gita di due giorni a San Gimignano e a Siena, nel lontano 1984, è stata l'inizio dell'avventura, una delle più significative della mia vita: è stata l'occasione in cui io e Paola ci siamo avvicinati, e abbiamo cominciato a camminare insieme...

E guarda un pò, cara sposa, quanta strada si è fatta fin qui...! Ci avremmo mai pensato, allora? :)

mercoledì 9 aprile 2008

You Can Tell It's Spring


You Can Tell It's Spring
Inserito originariamente da Majlee
Sì sì è primavera. Io comincio di solito ad aspettarla poco dopo Natale (più o meno), ma ora finalmente è qua. Mentre lavoro ho la finestra semiaperta e sento gli uccellini cinguettare amabilmente nel parco qui fuori...

A proposito, gli uccellini sono piuttosto "invasivi" anche in casa nostra, soprattutto dalla parte della cucina, con il piccolo balconcino che dà sul parco. Spesso quando lasciamo la finestra semiaperta entrano anche in casa, a cercare bricioline (e con i bimbi è praticamente garantito che facciano buona caccia..!). L'altra volta Agnese che stava in cucina a fare colazione si è quasi spaventata: "Papà papà, è entrato un uccellino, mi ha fatto paura. Non avevo visto bene.. pensavo fosse un corn flackes che volava"...

Beh sì, in caso ci sarebbe stato da spaventarsi!! ;)

martedì 8 aprile 2008

Gufo Tartufo ed altre novelle...

Sì sì, è così. Mi piace raccontare favole, mi piace inventarle su due piedi, quando mi viene chiesto; mi diverte, partire da una ideuzza minima minima che mi viene in mente all'istante, e da quella ragionare per allargare pian piano la situazione, aggiungendo personaggi, situazioni, idee... Mi piace e mi gratifica moltissimo la faccia attenta che fa la piccola Agnese, che si ricorda poi nomi, situazioni, ambienti che magari invento lì lì e tendo a scordarmi pure io...

Allora ieri accompagnandola all'entrata di scuola abbiamo parlato del Gufo Tartufo, un gufetto tanto simpatico ma che aveva purtroppo paura del buio. Il guaio è che essendo gufo doveva rimanere sveglio la notte, e gli amici gufi gli facevano gli scherzi, approfittando del suo timore dell'oscurità: soprattutto (questi puzzoni...) lo prendevano in giro perchè teneva vicino a lui una piccola lucetta, di quelle colorate per i bimbi. Ma lui, consultata la mamma, gli ha poi reso "pan per focaccia" inventando degli scherzi innocenti per gli altri gufi, che però ci sono cascati con tutti i piedi (o forse le zampe, dovrei dire) e dunque hanno cominciato loro ad aver timore del buio (e Tartufo che se la rideva sotto i baffi...) !


Oggi abbiamo aperto "il filone" del coniglio Pippi; amico di Gufo Tartufo: il problema è che hanno poco tempo per vedersi, perchè uno dorme di giorno, l'altro di notte. Ma alla sera - uno si è appena alzato l'altro sta per andare a nanna - fanno comunque in tempo per una partita di Rubamazzo... (Tartufo ha insegnato a Pippi, per la cronaca). Domani...? Ormai siamo d'accordo che Agnese, prima di entrare a scuola, fissa l'argomento e il nome per la puntata successiva: oggi mi ha detto che dovremo parlare della Tigre Mimmi... tocca farsi venire in mente qualcosa entro domattina ! ;)

Il bello è proprio, in questo, la qualità dell'attenzione che ci mette Agnese; e che buffo due persone di età, attività, relazioni, progetti, così diverse, che si divertono.. tutte e due con delle piccole favolette! Stamattina abbiamo pensato allo stesso momento, la stessa cosa; ad un certo punto lei mi ha detto qualcosa del tipo "Papà, ma perchè non facciamo che ogni volta aggiungiamo un personaggio dentro la stessa favola, senza cominciarne una nuova..." (ed è quello che stavo pensando io, stavo proprio giocando con l'idea di ampliare lo scenario pian piano, aggiungendo personaggi e mettendoli in relazione tra loro...)

Devo dirlo... ora ho un pò timore di quando non servirà più raccontare favole, di quando non ci saranno due occhioni aperti spalancati desiderosi di ascoltare le piccole storie del bosco, che inventa il papà, ma giustamente sarà attratta e interessata ad altre cose, più mature, più complesse. Ma forse la mia immaginazione ora è puntata sul momento attuale, e non sa ancora quali forme e qualità di interazione tra papà e figli potremo inventare; infatti non c'e' niente di ordinario e scontato quanto uno prova - nonostante la stanchezza, le preoccupazioni, le distrazioni, i diecimila limiti che si possono avere - a vivere con partecipazione il proprio ruolo all'interno della famiglia, quella famiglia con la quale cammina, nella vita...

giovedì 3 aprile 2008

venerdì 28 marzo 2008

I'm in need of Butterflies and Flowers

Ah...Sì sì, pure io stamattina ho un pò "bisogno di farfalle e fiori", sicchè questa foto capita proprio.. a fagiolo! Eccerto: la pioggia fitta fitta, la macchina della moglie che d'improvviso (e senza alcun preavviso, davvero un comportamento riprovevole...) decide che ... vuole rimanere a casa, nessun accenno ad una possibilità di accensione del motore... di corsa a portare i bimbi con l'altra auto. Poi arrivo al lavoro e mi aspetta (again) "di corsa" la sistemazione del sito del congresso etc etc..

Mmmm... mi sento in bisogno di farfalle e fiori. Ma vedo che stà già uscendo il sole: buon segno ;)

giovedì 27 marzo 2008

Ventiquattro anni (e spesso non li dimostra)

Bello volersi bene nei tempi secchi, mi dicevo ieri, e stamattina venendo al lavoro. Volersi bene anche quando la tua sposa non ha il tempo o la forza di farti un sorriso, perchè ha lavorato e poi è stata dietro a tutti i compiti arretrati dei bambini (e quando ne hai quattro, che devono tornare a scuola, non è certo uno scherzo). Anche quando ti ha risposto un pò duramente, oppure sei tu che hai detto una cosa a sproposito o nel tempo sbagliato? Poi in pratica vicino nel letto ti chiede scusa col piede, facendo una carezza al tuo piede lì accanto; ti chiede senza dover chiedere a parole.

Bello capirsi con piccoli gesti. Sapere che ti vuole bene, immaginarsi proprio un flusso - quasi un flusso fisico - di amore continuo tra lei e te. Scoprire ogni volta che sei nei suoi pensieri, che conta su di te. Svelarlo magari in una piccola domanda che ti fa, in maniera apparentemente casuale; una domanda magari su un argomento che sa che ti piace, e sapere che te la fa per un modo nascosto di chiedere il tuo appoggio, la tua partecipazione...

Nei tempi secchi (come mi piace chiamarli), quando non c'e' modo o spazio per una carezza o tempo per parlare piano o farci gli occhi dolci, è ancora più bello. A volte non lo capisco e mi innervosisco, mi riempio di nervetti e gesti - a proporito - davvero secchetti secchetti; oggi però mi esaltavo pensandoci in macchina. Ci amiamo da ventiquattro anni; ventiquattro!! Pensare di essere felici perchè ami una persona, ma la ami da ventiquattro anni; ma essere felici oggi ....... Mica ci si riesce sempre, mica sempre è facile. Per me è anche una conquista, l'amore nei tempi secchi :-)

sabato 22 marzo 2008

Come Gianni Rodari...??

Ci sono delle volte che Simone riesce a dare delle ottime soddisfazioni al papà, questo è certo. L'ultimo episodio notevole, in questo senso, è avvenuto appena pochi giorni fa: stavo riguardando la favoletta del Gatto Tigrato, che avevo scritto su un suggerimento di Simone qualche tempo fa, e nel farlo avevo lasciato per qualche istante l'inizio della storia sullo schermo del computer. Passa Simone e con la sua curiosità spiccata si "impiccia" e si mette a leggere... riconosce la favoletta scritta per lui (che portò anche alla maestra) e si mette a rileggere l'inizio. Poi comincia ad esaltarsi, legge e rilegge le prime righe e col ditino segue le parole... "ma papà, la descrizione è proprio bella, vedi quando si parla del gatto... ma con tutti gli aggettivi per bene, come gli scrittori veri... sì sì devono metterla nei libri.. è... é come Gianni Rodari...!!!".

Corre dalla mamma e le racconta che papà però è bravo a scrivere le storie. La mamma lo guarda e sorride. Papà è innegabilmente soddisfatto: bravo o meno bravo che sia a scrivere storie (certamente il paragone con Gianni Rodari è assai lusinghiero ma pure parecchio "azzardato"), un obiettivo l'ha certamente centrato, guardando la soddisfazione di questo piccolo bimbo... ;)

lunedì 17 marzo 2008

Impressioni montane...

Alla fine ce l'abbiamo fatta: ci siamo permessi qualche giorno di montagna... tutti sugli sci (a parte la mamma, poverina, che per i fastidiosi problemi alle ossa ha preferito non azzardare...). Davvero però tutto sembrava concorrere a mandare.. "a monte" (proprio) la progettata vacanza: dovevamo partire domenica - dopo già svariati rinvii - ma un problema alla macchina di famiglia ha forzato un rinvio fino a lunedì pomeriggio. Andrea era esasperato, poveretto, per questo ennesimo ritardo...

Martedì comunque eravamo già sulle piste di Campo Felice, compresa la piccola Agnese, contentissima pure lei di mettere sci e scarponi ai piedi, e cimentarsi nello sci. Putroppo il tempo martedì era pessimo, e ci siamo zuppati proprio tutti, a motivo della neve-acqua che veniva giù copiosa dal cielo. Nonostante tutto siamo stati fortunati perchè il cielo si è aperto quel tanto che ha permesso ai bimbi di fare utilmente le lezioni con i maestri di sci.

Gli altri giorni sono stati più fortunati, anche sotto il profilo del tempo metereologico; anzi ci siamo scottati-abbronzati un pò tutti quanti! I progressi dei pupi nella difficile arte dello sci sono stati notevoli, per tutti quanti. Ormai i due più cresciutelli mi danno.. davvero le piste, quando si tratta di scivolare sulla neve.. tanto che ad un certo punto, mentre scendevo con Andrea, si è fermato, mi ha guardato bene e mi ha detto "Ma papà.. perchè non prendi delle lezioni?" e dopo ha condito il tutto con la frase "Ora ti faccio vedere come devi fare.. anche se non so se servirà...". Quale colpo per l'orgoglio di padre! ;)

Stando lontano da Internet per un pò, mi sono divertito a stare un pò più appresso al mio microblog, inviando brevi aggiornamenti tramite il mio Nokia N73. Tutto sommato la cosa mi pare divertente, anche se certamente tutta nuova , ancora più "nuova" dei blog propriamente detti: mi chiedo che impressione possono fare, ad esempio, questi brevi post riletti a distanza di anni... forse aiutano a recuperare un pò di memoria delle cose e dei fatti passati? Chissà, magari lo scopriremo.......

Siamo rientrati venerdì sera; esausti ma contenti. Ora mamma e papà si... riposano un pò al lavoro, poi ci aspettano le vacanze di Pasqua..!

giovedì 6 marzo 2008

Riflessioni mattutine...


Sunrise Reflections
Inserito originariamente da bridgepix
Mmmm... alla fine forse ce la facciamo! Mi sa che qualche giorno in montagna ci farà bene, dopotutto. Ogni tanto ci vuole, ogni tanto bisogna riprendere un pò di ossigeno, cambiare gli schemi magari troppo "usati" per poi riprendere con un pò più di vigore... D'altra parte i pupottoli di famiglia sono entusiasti e non vedono l'ora - grandi e piccoli - di rimettere ai pieduzzi scarponi & sci. E dire che ormai scivolano meglio del sottoscritto, almeno i più grandi (ok ok, non ci vuole molto...).

Speriamo che la neve tenga per un altro pò. Intanto cerco di sistemare le cose da fare al lavoro che, manco a dirlo, si accumulano di impegni importanti proprio quando uno deve partire...! Beh fa nulla: già mi immagino a mangiare polenta con le spuntature al ristorante sugli impianti, fuori magari la neve, l'aria tersa, e perchè no un bel sole... ;)

mercoledì 5 marzo 2008

Seminario di istituto...!

Alla fine è andata bene, grazie al cielo. Ero un pò preoccupato, come sempre quando devo parlare "in pubblico". Certo erano solo venti minutini, più o meno, eppoi avevo dalla mia il vantaggio di parlare di un progetto che conosco bene, quello "tutto mio" del database degli ammassi globulari. Tuttavia non posso negare che un pò d'ansia rimanesse... Invece cominciando a parlare, pian piano è passata la preoccupazione, e ho cercato di mettere in luce - davanti al "pubblico" dei ricercatori dell'Osservatorio (direttore compreso) le caratteristiche e le particolarità del progetto.

Senza farla lunga (ché mi imbarazzo a parlare di cose mie, poi mi sembra di vantarmi ma non ne ho proprio l'intenzione...) dico che sono stato contento dei feedback ottenuti, subito dopo l'intervento, in termini di domande e curiosità (eppure una domanda dal ... direttore galattico..!), ma in maniera non inferiore, anche dai contatti che ho avuto dopo il seminario (fino a pochi minuti fa, quando un altro amico è venuto a cercarmi per questo), per quelle persone che mi hanno fatto capire in modo più o meno esplicito e.. colorito ("certo che ti sei fatto un c.. così eh!") che erano rimaste colpite per la "mole" di lavoro che il progetto aveva implicato. Per quell'amico alle canarie che il giorno prima - via skype - mi confortava scrivendo frasi del tipo "dài, che è una cosa unica al mondo... devi parlarne!" . Insomma sono contento. Sì, contento di aver fatto questo lavoro, di continuarlo, e di esseri deciso a raccontarlo un pò in pubblico, con questa piccola presentazione di ieri mattina.

Dovuti ringraziamenti vanno anche all'incoraggimento della cara sposa, che ben mi conosce e sa quali e quanti dubbi mi vengono e pazientemente mi convince a "propormi" ugualmente... Un bacione, mia cara Paola; te lo meriti davvero (per questo e per tutto il resto!).

martedì 4 marzo 2008

Auguri Simone!

Auguri auguri mio (non troppo) piccolo Simone, per i tuoi nove anni appena appena compiuti!

The most wilful
The most beautiful
The most truly fantastic smile
I've ever seen

Mio piccolo bimbo alla conquista del mondo
(e come mi piace guardare il tuo diventar grande...)

You bring me so much joy
And then you bring me
More joy

(Kate Bush, "Bertie")

giovedì 28 febbraio 2008

Le mimose sono in fiore...

Le mimose sono in fiore. Lo vedo un pò dappertutto, stamattina. Accompagno Agnese a scuola, mi dice di fermarmi davanti all'ingresso, per il resto va da sola. Sta diventando grande, ormai. Però a colazione mi voleva vicino, voleva che fossi proprio lì in cucina, vicino a lei: prendeva la mia mano mentre mangiava. Grande e piccina insieme, che tenerezza a guardarla. Guardarla. Basta esserci, basta essere lì. Pazienti, quando si può: questo premia, non ci sono guitezze particolari, mi ripeto. E Paola che mi abbraccia, prima di salutarmi, quando di solito - tutti quanti - si pensa solo alle tante cose da fare e alla giornata che inizia. Già, basta essere lì, esserci anche con i pensieri; che gran colpo di fortuna tutto sommato che non si richieda altro, che gioia che sia una cosa sempre possibile, una strada sempre ri-percorribile. Lo spessore di essere qui (mi accorgo meglio delle volte che sono andato lontano senza nemmeno accorgermi).

Prendo la macchina e faccio la strada per il lavoro. Accosto l'auto di una amica di famiglia, che ha i figli nella stessa scuola elementare di Agnese e Simoene. Ci scambiano un cenno di saluto, un sorriso. Mi dà una impressione buone di solidità e premura insieme, mi piace il suo carattere. Quanti piccoli incontri nelle giornate. Io lo so che non sono solo anche quando sono solo, ora che scrivo mi viene in mente il ritornello di questa bella canzone: quanto è vero.

La strada larga che mi porta, costeggia parti di campagna romana. Faccio a tempo a scorgere gli alberi di mimose, esplosi di giallo. Giro e mi immetto sul raccordo: poco traffico oggi, meno male...

mercoledì 27 febbraio 2008

Prosa e poesia...

Ogni volta che riprovo a lavorare sui miei piccoli racconti, scopro delle cose interessanti: cioè, da non addetto ai lavori, da "scrittore" (ma dovrei piuttosto dire "artigiano apprendista") dilettante, tocco con mano ancora il diverso aspetto "compositivo" della prosa rispetto alla poesia; o almeno così mi pare.

La poesia è più immediata, cerca di catturare una sensazione, uno stato d'animo. E' più aderente al soggetto che scrive: non vi sono finzioni. C'e' bisogno di lavoro di rifinitura e limatura, ma attorno ad un nucleo che la singola poesia "definisce" nel momento della sua creazione, della sua prima stesura.

A me pare invece differente il caso per la prosa: e mi pare differente non in astratto, ma "passandoci dentro". Mi meraviglia sempre che le regole di un corretto approccio con qualcosa, come lo scrivere, vengano spesso suggerite, anzi quasi imposte, dall'oggetto stesso: se il metodo non è corretto hai voglia a sbatterci il muso (qualcosa di simile la diceva Don Luigi Giussani anni fa, e forse non sapevo allora quanto fosse vero) ! Invece, devi lasciar parlare le cose.

E parlando, capisci che non puoi aver fretta, intanto. Che un racconto si dipana con tempi tutti suoi: che magari per seguire un'idea non puoi buttare due parole a caso. Ad esempio, ho scoperto - proprio stasera - che se parlo di una ragazza che non sa se partire per Parigi, sento che devo documentarmi su Parigi, assorbirne l'aria, farci girare attorno dei pensieri miei. Altrimenti non funziona, le frasi restano generiche.

In generale, mi pare che mi aiuti a non essere trascurato, a valorizzare ogni realizzazione anche parziale. A lavorare su ogni frase: come mi accorgo quando butto giù due frasi perché cerco di "fare un ponte" verso una data situazione. Allora devo ritornare indietro e ripensarle, dar loro dignità. Grazie al cielo, non funziona il tirar via, e questa per me è una buona lezione.

Mi stupisco: quante cose si imparano scrivendo (e sia chiaro, nessuno qui parla di scrivere capolavori!), quante cose che magari posso sperare di applicare anche nel vivere...


mercoledì 20 febbraio 2008

Fill your life with joy


Fill your life with joy
Inserito originariamente da LalliSig
Si scoprono sempre foto interessanti su flickr... e questa è ottima per tiarsi un pò su: per il sottoscritto soprattutto, in questi giorni un poco pieni tra impegni di lavoro (e riunioni-fiume e teleconferenze e compagnia bella!). Accipicchia, corro anche il rischio di trascurare il mio blog, ma ditemi voi.... ! ;)

Per il resto, qui c'e' una bella aria di neve, stamattina.. Se potessi passerei la giornata a camminare nel parco dell'Osservatorio (ma pare che si debba lavorare... ma guarda tu!)

venerdì 15 febbraio 2008

Color of Rose


Color of Rose
Inserito originariamente da flopper
Trovo questa bella immagine e te la dedico per il compleanno, dolce consorte! E da oggi, come annetti "sulle spalle", direi che siamo di nuovo pari!!!

Auguri auguri tanti tanti, mia cara sposa ;)

giovedì 14 febbraio 2008

Happy Valentine's Day!!


Happy Valentine's Day!!
Inserito originariamente da Nuran's
....Buon San Valentino alla mia cara sposa ! ;)

Non trovi che questi pupazzolini siano simpaticissimi? Certo che il maschietto, a quanto pare, ha molti più capelli del tuo maritozzo, ma che ci vuoi fare, nessuno è perfetto!!! ;)

martedì 5 febbraio 2008

Su questa bella strada

Camminavamo lenti, in silenzio.

Tutto intorno a noi cospirava nel suggerire il silenzio, in effetti. Lo spazio si diradava ampliandosi intorno a noi, ma non era spazio vuoto, non più. Era finalmente riempito di circostanze tenere. Era lo spazio della memoria, dell'infanzia. L'unico spazio che sempre avevo cercato.

Lei camminava vicino a me: ne percepivo il sottile profumo. Il rumore lieve dei suo passi. I suoi passi, così vicini ai miei...

Arriviamo fino all'albero prima della curva, pensai. Poi torniamo. Pensavo a cose leggere. Pensavo a quello che avremmo potuto mangiare per pranzo, sulla veranda luminosa.

"Laura?" volevo dire. Volevo solo dire qualcosa, non sapevo bene cosa. Ma avevo timore che una frase o una parola anche, turbassero l'armoia del momento. Mi contentai di stare al passo con il suo quieto cammino, allora.

Pensai, non aveva importanza parlare, dopotutto. Bastava camminare, insieme. Su questa bella strada.

giovedì 31 gennaio 2008

Scuola di Andrea, lezione di astronomia

    Sì, davvero: e' stata una bella esperienza. Sono contento di aver fatto la lezione-seminario a scuola di Andrea, come mi aveva richiesto il suo professore di matematica. All'inizio avevo un pò di timore, ed anche un pò di incertezza su come prepararla, sul livello da tenere durante la spiegazione (è pur sempre una terza media), sulla scelta degli argomenti da trattare, etc...

    Il professore mi aveva dato carta bianca: avevo la libertà di impostare la lezione come meglio mi pareva. Anche il tempo non era poco, potendo disporre di circa un'ora e mezza. Dopo qualche incertezza sulla strategia da adottare, mi sono deciso - anche sulla base del materiale che avevo reperito - di muovermi su uno schema semplice "dal piccolo al grande": partire cioè dai pianeti del sistema solare, per poi passare alla trattazione della Via Lattea, delle galassie vicine, del Gruppo Locale di galassie, e poi piano piano allargare il campo fino ad andare a parare sugli ammassi di galassie... e finalmente sull'Universo nel suo complesso, con le strutture a grande scala, e le risposte che possiamo dare alle fondamentali domande di sempre, tipo "quanto è grande l'Universo", "quando è nato", "come si evolverà nel futuro..."

    Nei giorni precedenti, preparando la presentazione al computer, avevo pensato di aggiungere delle slides su argomenti che personalmente trovo affascinanti, e che speravo interessassero anche ai ragazzi, tipo la stupefacente longevità della missione Voyager 2, la sonda orma giunta ai confini del Sistema Solare, lanciata nel 1977 ed ancora funzionante, il Telescopio Spaziale Hubble, e cos' via. Avevo intuito - correttamente, come poi ho scoperto durante l'esposizione - che una relazione asettica avrebbe forse annoiato i ragazzi, mentre una visione più "partecipata" li avrebbe interessati in maniera maggiore.

    Così lunedì, con ancora qualche timore e incertezze, mi sono presentato a scuola di Andrea, ho parlato con il professore, e ho predisposto i miei strumenti, nella sala del teatro. Quando sono arrivati i ragazzi (Andrea compreso, ovviamente ), mi sono fatto coraggio e cominciato pian piano l'esposizione. Via via che parlavo e illustravo le varie slides, cominciavo a sentirmi più a mio agio, e inserivo nell'esposizione anche ricordi "personali" della mia attività prima di studente e poi di ricercatore: mi stupisco infatti continuamente di quanto la nostra conoscenza appunto delle domande "di base" sia progredita in appena una manciata di anni... Se penso che quando studiavo ed anzi iniziavo la mia attività si litigava ancora se l'Universo fosse vecchio 10 oppure 20 miliardi di anni, se fosse aperto o chiuso... mentre oggi si è abbastanza d'accordo sul fatto che sia vecchio 13,7 miliardi di anni (con una incertezza appena del 10%!)  e che con ogni probabilità sia destinato ad una perenne espansione... ed insieme la cosa "formidabile" che - in tutto questo - la materia "comune" sia appena il 5% dei costituenti dell'Universo, in larga parte formato da materia ed energia "oscura" di cui ancora ignoriamo la vera natura... ho provato semplicemente ad essere un pò "vero", lasciando trapelare un poco del mio stupore.

    Insomma tante cose che ho cercato di trasmettere ai ragazzi, che nel complesso seguivano e facevano domande, anche spesso piuttosto pertinenti. Tra una cosa e l'altra, il tempo è volato,  siamo arrivati alla fine che ancora c'era tanto da dire, volendo. Comunque avevo la sensazione di essere riuscito a trasmettere "qualcosa", in termini di cosa si  sà e cosa si  cerca di sapere, di come tante cose sono cambiate nella nostra concezione scientifica dell'Universo...

    Il professore è stato davvero contento, e mi pare pure i ragazzi. Io ho avuto la preziosa sensazione di come un lavoro come questo sia utile, anche culturalmente, e insieme il senso così gradevole di aver potuto condividere parte di questa mia modesta - ma ormai più che decennale - esperienza...! Una cosa che spero avrò occasione di rifare, insomma :)

PS la cosa più divertente l'ha detta il fratello più piccolo Simone, all'uscita da scuola. Pensavo non si ricordasse, ma invece mi ha subito chiesto della lezione. Quando gli ho detto che era andata bene, è sembrato sinceramente sollevato, e ha detto "Ah meno male! Avevo paura che mio papà potesse fare una figuraccia!!" (e si capiva che gli sarebbe davvero dispiaciuto!). Io ho fatto finta di offendermi per la sua incertezza, ma sotto sotto ero compiaciuto della sua sincera preoccupazione...

Blogged with Flock

venerdì 25 gennaio 2008

Diavoletti & capelli...

Si sà, il tempo passa. Questo, per la nostra esistenza biologica, ha tutta una serie di implicazioni (non necessariamente negative, naturalmente). Tra quelle forse non proprio positive, in ogni caso, ci può essere, almeno per il sottoscritto, una variazione del numero di capelli.. ehm, chiaramente a derivata negativa....

Questo è il fatto, d'accordo. Ma come fai a prendertela.. quando te lo fanno capire in maniera simpatica? Stamattina, Simone si preparava come di consueto per andare a scuola. La mamma era già uscita con i due più grandi, e il papà incitava i piccolini perchè non si facesse tardi. Questo ovviamente infastidiva Simone, e il papà notandolo lo scherniva dicendo "Ma Simone, hai un diavolo per capello oggi....?"

Il bimbo rispondeva prontamente "Ma no papà! Sei tu che hai un diavolo per capello!!"

Poi - ed è questo il "bello" - si vede che ci ripensava un pò, faceva un momento silenzio, indi guardava il padre in faccia, considerava qualcosa nella sua testa e infine...

"Beh, comunque tu non ce ne hai molti, di diavoli, si vede......."


:-)

Blogged with Flock

giovedì 24 gennaio 2008

Non dire notte, di Amos Oz

Immagine di Non dire notte
Delicato, forse si potrebbe definire.

Non c'e' una storia "forte", difatti - forse perchè la storia, il punto sensibile del romanzo, è la capacità stessa di rapporto della coppia di cui si narra, così diversa per età, inclinazioni, atteggiamenti... il basso continuo del loro ritrovarsi "a mezza strada", la mediazione intelligente ma spontanea... questa mi pare la musica sommessa del libro, a cui magari ti abitui senza nemmeno accorgerti. Fin che non l'hai finito, e allora ci pensi...

martedì 22 gennaio 2008

Le due formiche e... il cappuccino


Cappuccino
Inserito originariamente da disneymike
D'accordo: forse non interesserà proprio tutti, tuttavia non posso tralasciare, per gli affezionati alla "saga" delle formiche, l'aggiornamento che Agnese, insieme al papà, ha formulato stamattina....

Ebbene, è ormai forse noto, a chi legge questo blog, che pare che vi siano due piccole formichine nascoste nello zaino della piccola Agnese (che oggi - anzi ieri - festeggiava il suo onomastico!); queste vanno a scuola insieme a lei e le tengono compagnia durante l'orario scolastico. Come forse abbiamo già scritto, Agnese mi dice che in realtà loro si mettono proprio sul banco, a lavorare vicino a lei, tanto la maestra non ci fa caso e non le vede...

Questa la situazione fino ad oggi, ma adesso possiamo aggiungere (..scoop!) altri particolari! Infatti, le formichette pare la mattina facciano colazione con cappuccino, proprio mentre si va a scuola, incuranti degli sballottamenti dello zaino entro cui viaggiano. Sissignori: a quanto pare hanno due tazze piccole piccole (anche se il fratello grande Andrea oggi esprimeva un certo scetticismo sulla esistenza di tazze da cappuccino per formiche.. ma tant'è!)

Già la cosa, per il papà e la mamma, sembrava divertente. Ma Agnese, tutta da sola, stasera ha fatto un'altra aggiunta interessante: ci ha confidato infatti che oggi, mentre stavano in laboratorio, le formichine - in maniera forse un pò irriguardosa - hanno addirittura versato delle gocce di cappuccino sul giornale della maestra! La quale poverina, ha forse notato le macchie ma non ha potuto capire da dove venissero...

Ah queste formichette dispettose! Chissà cosa altro combineranno mai, in futuro... ;)

mercoledì 16 gennaio 2008

Il papa alla Sapienza: una occasione perduta?

Peccato, verrebbe da dire. Nella vicenda della mancata visita del Papa alla Sapienza, forse si è semplicemente persa un'occasione. A perderla, a parere di chi scrive, è proprio la cultura "laica", dunque aperta al confronto, rispettosa delle varie posizioni, dei diversi orientamenti. Invece dell'accoglienza, ha prevalso la paura e l'atteggiamento "censorio", dunque ha perso, in ultima analisi, proprio la tanto ostentata laicità della scienza.

Che dire? Speriamo, per una prossima volta, in scienziati e docenti davvero
laici...
Il papa alla Sapienza: una occasione perduta? :: GruppoLocale.it

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martedì 15 gennaio 2008

Il castorino combinaguai...

Succede. Accade che magari il papà sta al computer, e profittando della quiete serale, passa un pò di tempo commentando qualche blog, riprendendo qualche piccolo racconto sempre da terminare...

E arriva d'un ben tratto questo pupoletto (con addosso il piagiama nuovo foffoloso che al papà piace tanto..!) e gli dice "Papà vieni? Che mi racconti un'altra storia del castorino...? Dài, corta corta.."

Il papà esita, ma alla fine cede, segretamente compiaciuto e meravigliato che il "canovaccio" del castorino - una serie di storie inventate al momento, in cui vi è la situazione costante di un castorino che abita in un appartamento, e mentre il padrone è al lavoro, ne combina di tutti i colori - che insomma questa serie di piccole storie, inventate per Simone ormai tempo fa, vengano ancora richieste !


E il papà pensa che è bello, in fondo, inventare storie, e avere qualcuno a cui piace ascoltarle... ;)

domenica 6 gennaio 2008

Quasi portassi doni...

Ad un tratto
misteriosi fuochi vedesti
per il cammino
a volte affollato
di ombre vane

(... oppur fuoco non era
ma astro brillante
che illumina la strada
verso un'umile capanna)

con quel magico potere
che chiamava il cuore nel profondo
di riscaldar le membra
di sciogliere il ghiaccio

e come per semplice
puro desìo
di un ordine bello -
ricomponevi il bagaglio
ripulivi le vesti
e ricamminavi in via,

quasi accompagnato
da una dolce
- nuova -
regalità

quasi con te
ora portassi
doni.


(composta nella vigilia dell'Epifania 2008)