giovedì 28 giugno 2007

Diventar grandi...

Stamattina mentre varcavamo la porta dell'asilo, io ed Agnese, mano nella mano, mentre la accompagnavo, come cento altri giorni, ad appoggiare lo zainetto al solito posto, mentre poi l'accompagnavo in classe ... "e ricordati di salutare bene le tue maestre, eh...!", le dicevo... Insomma, mentre facevo tutto questo, come tanti e tanti giorni ho fatto, per quest'anno, per quello precedente... ero attraversato da un sentimento strano, una senzazione particolare... sì, è l'ultimo giorno di asilo per Agnese, l'anno prossimo affronterà la prima elementare.

E io sentivo - sento tuttora - come tale traguardo sia un segnale del modificarsi delle cose, delle situazioni, dello scorrere del tempo... e come tante volte ci pare di essere dentro una iterazione di certi atti, atteggiamenti, abitudini, e non ci si rende sempre conto che c'è una evoluzione, una perenne trasformazione...

Per come sono fatto, io me ne rendo conto in occasione di determinati "passi", traguardi, come può essere il raggiungimento della scuola elementare per la mia figlia più piccola, appunto. Mi sono reso conto - in questa occasione- con una lucidità inconsueta, che nessuno dei miei bimbi è ora veramente piccolo... che anche loro stanno crescendo, che anche io sto cambiando, continuando a crescere, ad evolvere....

Grandi e piccini, mano nella mano, camminando insieme... e io che sempre devo reimparare dai miei (non troppo...) piccoli bimbi le cose elementari, devo reimparare a stare nelle cose che faccio, a farmi stupire da ciò che incontro, a non dare tutto per già noto, a spalancare (ancora) lo sguardo alla realtà...

Forse per un adulto è più difficile, a volte: ma quando succede, quando ci viene concesso, qunado ci viene regalato, è proprio bello...

sabato 23 giugno 2007

L' innamoramento, e l'amore nel tempo...

L'amore che dura nel tempo, che attraversa il tempo è... una continua ricerca. Uno studio, una applicazione. Non per uno sforzo in se stesso, magari di "bontà". Gli sforzi in questo senso forse non sempre durano tanto a lungo, o comunque stancano, alla fine. Ma un ricercar per lasciar venire a galla la bellezza, la profondità, di un rapporto d'amore che dura nel tempo. Ho capito che il fatto che ci voglia applicazione, impegno, a volte molta pazienza (verso se e verso l'altro) non contraddice il fatto che sia autenticamente bello. Che si debba educarsi per comprenderlo, nello scorrere del tempo, neppure.

Prendiamo il caso di un'opera d'arte. Di un quadro, o meglio, di una musica. A volte uno sente una musica e gli piace subito moltissimo. Altre volte però la musica è complessa, articolata. Intarsia della parti trascinanti e leggere con delle altre apparentemente più complesse, dove non sembra trovarsi il motivo trainante, la sequenza di accordi semplice ad effetto, la ritmica accattivante. Invece, trovi una serie di motivi che si susseguono e si intrecciano, che devi comprendere per goderne a pieno... trovi delle pause, dei pianissimo, che se non sei educato al silenzio e all'attesa, rischi di scambiare per delle parti noiose, poco interessanti. Se accetti di imparare, di apprendere giorno per giorno, momento per momento, la tua percezione delle cose può venire arricchita, puoi comprendere più e meglio, puoi apprezzare delle profondità che nemmeno intuivi.

Il tutto nel senso di un cammino. Sento che mi fa bene, riflettere e tornare a riflettere su questi punti, perchè mi pare che il sentire comune e la pubblicità in cui siamo immersi, enfatizzino senza posa la fase luminosa e indubbiamente attraente dell'innamoramento, del trasporto dei sensi. Questo va bene, senz'altro, se non ci si dimentica che l'innamoramento non deve necessariamente finire, ma trasformarsi ed approfondirsi. E qui si apre il territorio del tutto "ininteressante" per i media, ma interessante moltissimo per la donna e l'uomo, che vivono un rapporto d'amore che si dispiega nel tempo, negli anni, che ogni giorno rinnovano implicitamente la promessa con la quale si sono accostati l'un l'altro, e proseguono il cammino.

Credo che vi siano profondità che rischiano di rimanere insondate, se uno non apprezza e cerca di sintonizzarsi sui tratti specifici di questo cammino, se lo confonde con la fase di innamoramento, magari, e cerca di decifrare una realtà assai interessante, con gli strumenti sbagliati....

Oppure sogna e spera di rimanere legato alla fase dell'innamoramento, forse per la paura inconscia di incamminarsi in una fase nuova, particolare, che mette in gioco le sue capacità di costruzione, di attenzione, di premura... non è semplice, mi accorgo spesso di ricadere nel pensiero semplice e piatto e non articolato del pretendere di rientrare nella prima fase, nell'innamoramento puro e semplice. Lo ammetto: per gran parte del tempo,è proprio il caso mio! Ma quando mi capita, quando mi è dato, di apprezzare il cammino, di vederlo, valutarne la portata, l'innesto nei giorni, nella vita... sento un senso attraente di pace, di serenità. Le cose tornarno a posto, mi riconcilio con il mondo. Capisco e intuisco di nuovo, la bellezza leggera (a volte nascosta) del camminare, insieme.

giovedì 21 giugno 2007

Microracconti #1: Laura


Transe mutation
Inserito originariamente da mmarsupilami
Laura.

Passeggiavamo nel viale alberato. Lei non piangeva più, anche se il suo volto era ancora segnato dalle righe sottili delle lacrime versate.

"Non è vero, non è più così. Lo sai. Ora, lo sai" Disse Laura.
Non risposi. Assorbivo l'aria, le sensazioni. Il suono dei miei passi. Aspettavo di appoggiarmi su un terreno più semplice, ricercavo un piano di stabilità interiore più definito.

Erano ancora raggi serpeggianti di tensione sul suo viso, ad apparire. Velocemente poi si diravadano. Osservavo, preferivo aspettare.

Non so. Non so dirti, Laura. Lo dissi o lo pensai, non ricordo. Lo sentivo.

"E' una cosa passata. Lo sai.", disse lei di nuovo.

C'era una barriera che non cadeva, un qualcosa che non si schiudeva. Camminavamo, in silenzio. Non ero preoccupato: c'era solo da attendere. Non si poteva forzare, non si poteva forzare nulla.

Le cose grandi e le cose piccole si mischiavano. I moti dell'animo erano importanti, come gli alberi maestosi sotto i quali camminavamo. Il microcosmo delle sensazioni variava in alta frequenza ad ogni nostro passo.

Lei fece il passo più coraggioso. E la situazione si appoggiò nel suo punto di stabilità, nello stesso istante. Si fermò, appoggiò il viso sul mio petto. Respiravo il profumo dei suoi capelli biondi.

"Il resto non conta nulla. Io ti voglio bene. Io ti amo", mi disse guardandomi.

Niente, nessuno, era più femminile di Laura, in quel momento. In quel brevissimo fondamentale momento, nel lungo viale alberato.

E io ero a casa. Finalmente.

sabato 16 giugno 2007

color landscape...


color landscape
Inserito originariamente da daita

Bellissimo posto...!

Qui a Roma c'e' un'afa notevole, anche se non è una giornata caldissima. Questa mattina al mercato di quartiere sembrava di essere nel Sahara... ;)

Aspetto al sole, mentre le donne di casa vagliano ed acquistano costumi e copricostumi, piccole collanine, un libro di favole con un puzzle...

Si sente l'aria di mare, quasi - sarà il caldo. In questi casi, mi viene da immaginare che proprio qui in città - magari dietro una svolta della strada, un palazzo - si trovi d'improvviso una spiaggia, e la sabbia, e lo scenario estivo dei bagnanti, la gente che va e viene ciabattando e parlando piano, con gli asciugamani sulle spalle...


venerdì 15 giugno 2007

Gatto che dorme...


Heita sleeping
Inserito originariamente da mnagare
Stamattina mi sono dovuto alzare presto, accompagnavo mia mamma al treno per l'aereoporto (va da mio fratello in Canada per un pò). Ora devo dire che non mi spiacerebbe imitare questo simpatico gatto, e stendermi su un bel divano a.. "meditare" (ma com'è questo fatto che i gatti sembrano gli animali che si godono la vita più di tutti....?).

Ummm... Meno male che al lavoro non c'e' un divano, forse è meglio...

Vabbè proviamo a lavorare, va... ;)

martedì 12 giugno 2007

Trasloco in corso...

Oramai mi sa che ho deciso: questa dovrà essere la nuova "casa" dei miei piccoli appunti di viaggio. Prendo la roba e trasloco. Certo ci vorrà un pò, perchè la roba accumulata a casa vecchia (il blog mcastel.bloggers.it) è diventata parecchia, considerato che è dal 2003 che "abitavo" lì.

Mi sposto perchè mi sono un pò seccato di trovare il mio blog spesse volte irraggiungibile o molto lento, il meccanismo di post un pò farraginoso (e non riesco ad usare software molto comodi per postare come l'ottima estensione Deepest Sender per Firefox), e altre varie piccole cose. Non ultimo, mi sono anche un pò stancato di dover pagare, anche se poco, per avere un blog libero da pubblicità, quando ormai molti siti per blog consentono di non averla anche negli account free. Dunque senza rancore, ma con il desiderio di trovare una sistemazione migliore.

E poi, ogni tanto, un nuovo inizio non fa male, direi... ;)

Musée plein air Cuzals


Musée plein air Cuzals
Originally uploaded by nikjanssen
Una prova di esportazione di foto nel mio blog... ;)

domenica 10 giugno 2007

Ma lo scienziato non è solo uno specialista...

Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Alberoni, che mi ha fatto riflettere, e mi sento interpellato particolarmente, a motivo del mio mestiere di scienziato (certo che suona un po' come una parola grossa..)

Insomma, dice una cosa che è proprio giusta, per me:

"I grandi scienziati che hanno buttato le basi delle scienze naturali, come Linneo e Buffon, avevano una formazione classica, Hegel possedeva una cultura enciclopedica, Pareto non era solo un grande economista, ma uno storico, un antropologo, un sociologo. E molto spesso trovavi persone di amplissima cultura fra i medici, gli avvocati, gli ingegneri, i magistrati, i giornalisti, i politici. "

(qui c'e' l'articolo completo)

Sono smodatamente d'accordo con lui: dovremmo riprendere la concezione dello scienziato non come un tecnico, ma come un indagatore appassionato del reale. Che non può prescindere dagli altri aspetti della cultura, della società che lo circonda, nella quale vive ed opera.

Queste parole mi fanno bene perchè ho sempre sentito con un disagio profondo la spinta al tecnicismo esasperato. Ho provato anch'io a cercare l'efficienza nel delimitare la mia indagine ad un campo di lavoro ben ristretto, definito. Con dei confini chiari.... ma curiosamente, proprio quando pensavo di aver sistemato gli strumenti adatti, mi sfuggiva tutto dalle mani, l'interesse scemava, mi sentivo annoiato... Ma capisco che è bene che sia così, che mi senta spinto ad allargare, ad interessarmi a spettro più largo.

D'altra parte credo mi sia passata da mio padre, questa inclinazione: pure essendo uno scienziato ben "affermato" nel suo campo, non ha mai smesso di interessarsi a cose diverse, alla cultura, alla storia....

Insomma, lo scienziato non è solo scienziato, è un uomo abituato alla curiosità (il bello della scienza è forse proprio che ti abitua a questo) . E meno male...! ;)