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Godere delle differenze

Tutto fuorché immediato, bisogna dire. Siamo ormai molto abituati a temere le differenze, a difenderci, a prendere le distanze, a rannicchiarci nella nostra "bolla". Ormai va così. Da tempo. Ma solo con l'emergenza COVID è diventato veramente chiaro, si è palesato con trasparenza sconvolgente. Adesso è davvero sotto i nostri occhi. Le architetture informatiche ci permettono qualcosa che ci è sempre stato impossibile, a questo livello. Possiamo ormai soggiornare nella nostra "bolla" e compiacerci in essa, trovare quella risonanza che ci è necessaria quasi come una droga, uno stimolante quotidiano. Quella, esattamente, che tampona la nostra essenziale, costitutiva insicurezza. Ci blindiamo progressivamente in un ambito dove non abbiamo più sorprese, dove dimoriamo al riparo dalle contraddizioni, dove otteniamo solo conferme. Uscire dalla bolla, almeno ogni tanto? Più gli algoritmi si perfezionano, più diventa difficile...  Che io stia dimorando dentro una realt

Un (altro) tè per il timoniere

Scorrimento verticale

Panem et circenses (et Green Pass)

Di tutte le impressioni...

Sanremo 2021 (la musica muore)

Capire di non capire (parole al cane)

Questo giorno, molto verde